Amsterdam, 4 dic. (Adnkronos/Dpa) - La federcalcio olandese (Knvb) ha fermato i campionati dilettantistici e giovanili dopo la morte del guardalinee, ucciso da 3 giovani calciatori. Nel weekend non si giocherà nessuna partita dei tornei amatoriali. Prima delle gare dei campionati professionistici, compresa l'Eredivisie, verrà osservato un minuto di silenzio. Calciatori, arbitri e guardalinee scenderanno in campo con il lutto al braccio. Non si arresta l'ondata di sdegno in tutta l'Olanda per la morte del guardalinee 41enne Richard Nieuwenhuizen vittima di una aggressione da parte di tre giovani giocatori del club Nieuw Sloten di Amsterdam dopo una partita di calcio. La decisione del club - che ha sospeso provvisoriamente ogni attività e si è ritirato dal torneo - e l'arresto dei tre ragazzi, in età compresa tra 15 e 16 anni, non spengono l'indignazione dell'opinione pubblica per quanto accaduto. L'attenzione dei media è ora concentrata sulla follia che ha spinto tre teenager a uccidere l'assistente con calci e pugni. Secondo le ricostruzioni di alcuni testimoni ad accendere l'ira dei tre è stato l'operato del guardalinee. Sotto la lente di ingrandimento anche i precedenti di violenze nel calcio giovanile olandese. Lo stesso Nieuw Sloten di recente ha avuto un richiamo ufficiale per comportamenti minacciosi nei confronti degli arbitri. Politici e autorità chiedono ora un giro di vite alle violenze. "Questo è il secondo decesso quest'anno per violenze nel mondo del calcio nella città di Amsterdam. Non si può andare avanti così", afferma il commissario allo Sport Eric Van den Burg ricordando la morte all'inizio dell'anno di un tifoso 77enne, ucciso da un colpo di karate sferrato da un 32enne calciatore dilettante. "Come possono dei ragazzi di 15-16 anni comportarsi cosi'? Mi chiedo come sono stati cresciuti" afferma l'allenatore dell'Ajax Frank de Boer che aggiunge: "Dobbiamo fare qualcosa, tutto ciò è pazzesco". "E' terribile per la famiglia, per il club e tutti i tifosi", sottolinea il presidente della Federcalcio olandese Michael Van Praag. Dolore e sgomento a cui si unisce anche il presidente della Fifa Joseph Blatter che scrivendo a Van Praag esprime la sua "tristezza e angoscia" per quanto accaduto. "Il calcio è lo specchio della società - afferma Blatter - e tristemente ha le stesse degenerazioni che affliggono la comunità. Sono convinto che il calcio, attraverso l'esempio e l'instancabile sforzo di persone come Nieuwenhuizen, possa essere una forza del bene, dobbiamo dunque preservare il suo esempio positivo per educare la gente contro queste degenerazioni". Le violenze nel calcio olandese sono in aumento, dai dati forniti dalla Federcalcio risultano 873 casi nella passata stagione. E le societa' ammettono che solamente i peggiori episodi vengono riportati. Le vittime sono sempre piu' spesso arbitri e guardalinee mentre gli autori delle aggressioni sono spesso minorenni che abitano nelle grandi citta' come Amsterdam, Rotterdam e Utrecht.