Patroni Griffi: "I precari sono 260mila, impossibile la stabilizzazione di massa"
Roma, 5 dic. (Adnkronos/Ign) - Sono oltre 260 mila i precari nella pubblica amministrazione e "non è ipotizzabile una stabilizzazione di massa". Lo ha affermato il ministro per la Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi, durante un'audizione alla commissione Lavoro della Camera precisando che i precari sono 130mila nella scuola, 115mila tra sanità e enti locali e 15mila nelle amministrazioni centrali.
Gli esuberi nelle pubbliche amministrazioni dovrebbero arrivare a circa 7.300 in totale in base ai tagli previsti dalla spending review. E' quindi previsto un ulteriore taglio delle piante organiche di 3.300 impiegati.
Oltre alle 4.028 eccedenze emerse dal primo decreto "abbiamo proiezioni di ulteriori 3.000 eccedenze di personale per un totale quindi di 7.300 per effetto di altri due decreti uno sull'Inps e l'atro su 24 enti parchi" ha affermato il ministro per il quale, tuttavia, sono "da scartare ulteriori interventi di riduzione del settore pubblico". Piuttosto, per Patroni Griffi "si puo' pensare a una diversa distribuzione del personale tra amministrazioni centrali e periferiche e tra varie amministrazioni", anche perché ha ricordato "siamo lievemente al di sotto della media Ocse".
Il responsabile della Pubblica Amministrazione ha spiegato poi che il personale che risulterà in eccedenza e che entro il 2014 avrà maturato i requisiti per andare in pensione potrà farlo con le regole pre-Fornero. Una possibilità concessa "solo per le eccedenze" ha precisato affermando che si tratta di "uno strumento di gestione delle eccedenze".
Per quanto riguarda i precari del pubblico impiego, invece, la soluzione al problema non puo' che "essere alla ricerca costante di un punto di equilibrio tra le esigenze di chi lavora nelle amministrazioni da vari anni, in situazione precaria, e le esigenza di assicurare, un flusso sia pure minimo, in periodi come questi, di accesso alle pa alle nuove generazioni".
"Il problema si è accumulato nel corso di molti anni, ed è collegato al blocco del turn over, in questo contesto due cose vanno dette, - ha continuato Patroni Griffi - non si puo' pensare che il problema possa essere risolto in pochi mesi, e secondo, non si puo' pensare a una sorta di stabilizzazione di massa di questo personale con meccanismi più o meno selettivi perché sarebbe stato in contrasto con il dettato costituzionale e avrebbe comportato il blocco totale delle assunzioni di persone giovani per molti anni".
In questo contesto, "l'orientamento del governo nell'immediato" per risolvere il problema è quello, in primo luogo, di mandare a regime una norma già varata dal precedente governo, che prevede una riserva di posti costante nei concorsi per esami per il personale con contratti a termine, che abbia maturato esperienza utratriennale nella P.A. Poi una valutazione nei concorsi per titoli ed esami di questo servizio svolto".
E in secondo luogo, ha spiegato il ministro, la possibilità di deroghe al tetto di 36 mesi previsto e di 60 mesi per chi lavora nel settore della ricerca, sulla base di criteri definiti in sede di accordo collettivo". Tale possibilità, ha precisato il ministro, verrà definita in un accordo quadro che sarà oggetto di trattativa all'Aran.
In particolare il ministro ha sottolineato che per gli enti locali è stata già data questa possibilità. "Esiste già un regime più aperto per i precari che lavorano nei servizi alla persona e nel settore dell'istruzione, in cui sono compresi anche gli asili nido".
Patroni Griffi ha inoltre riferito di aver inviato al Mef, per un parere, l'atto di indirizzo per l'accordo quadro che potrà così definire deroghe in base alle tipologie a ai settori della Pa, auspicabilmente entro il 31 luglio.
