Roma, 5 dic. (Adnkronos) - Una chiacchierata a 360 gradi. Da candidato premier a premier. Pier Luigi Bersani vedra' Mario Monti stasera a palazzo Chigi. Non si fermera' a cena, probabilmente. Giusto il tempo necessario per ribadire al presidente del Consiglio che le primarie non cambiano la lealta' del Pd nei confronti dell'esecutivo e che l'orizzonte per i democratici resta quello della scadenza naturale della legislatura. "Noi auspichiamo che l'esperienza Monti vada a compimento". Certo i rapporti di 'forza' sono un po' cambiati, dopo il successo delle primarie, rispetto alle settimane scorse. Il Monti bis, dato quasi per scontato anche da ambienti parlamentari del Pd, vive una battuta d'arresto. Complice la prospettiva di andare al voto con il Porcellum. "E il maiale visse felice e contento...", diceva oggi Roberto Calderoli. Complice anche un certo sfaldamento della galassia centrista montiana. Il movimento di Luca di Montezemolo rischia di perdere pezzi. L'area delle Acli ha gia' fatto capire di guardare al Pd. E circolano voci anche di un 'riavvicinamento' di Corrado Passera, gia' votante alle primarie di Romano Prodi, ai democratici. Molto dipende dalla legge elettorale. E tutto, in questo caso, dipende dal Pdl. Stasera Bersani e Monti si troveranno ancora davanti ad uno scenario indefinito, vista l'ennesima fumata nera dalle parti di palazzo Grazioli. Il candidato premier del centrosinistra, da parte sua, andra' a rassicurare Monti sulla coerenza del Pd, sulla volonta' di portare a termine i provvedimenti incardinati in Parlamento. Alcuni dei quali, potrebbero diventare 'competenza' del prossimo esecutivo. "Ci sono dossier che rischiano di essere affrontati nella prossima legislatura dal nuovo governo", si fa notare al Nazareno. Bersani ribadira' quindi il no all'election day. Che la sentenza del Tar per le elezioni nel Lazio il 3 e 4 febbraio, rende ancora piu' improbabile. Il Pd resta per arrivare "al compimento dell'esperienza Monti e noi auspichiamo questo avvenga ad aprile". Al massimo, il 10 marzo. Dal Nazareno dicono che il segretario non entrera' nel merito dell decisioni che Monti vorra' prendere per il 2013. Bersani ha comunque gia' detto piu' volte che immagina un ruolo per il Professore ed ha parlato esplicitamente della presidenza della Repubblica. Ma ancora una volta, ogni tipo di scenario resta legato alla legge elettorale. E Bersani andra' a ripetere a Monti che il Pd si mettera' di traverso ad ogni ipotesi che consegni il Paese all'ingovernabilita'. I paletti restano sempre gli stessi: se si introduce una soglia per il premio alla coalizione, il Pd chiede un 'premio' di governabilita' al partito o alla lista. Bersani fara' quindi il punto con Monti su quanto resta fare in Parlamento e fare anche uno screening su alcune "urgenze" come alcuni la crisi di alcuni comparti industriali, l'Ilva e anche la sanita'. Il premier e' tornato sulla questione e il candidato premier vorrebbe affrontare la cosa in modo piu' dettagliato. Insomma, questioni che potrebbe trovarsi a prendere in mano proprio Bersani. Una discussione un po' piu' approfondita dunque sul comparto sanita'. Mentre c'e' Nichi Vendola che chiede a Bersani di farsi portavoce con Monti dei problemi che attraversa il mondo della scuola. "Lancio un appello a Bersani: porti il grido di dolore del mondo della scuola, che e' al collasso. Vorrei che Bersani alzasse la voce con Monti, perche' abbiamo il dovere di dare un segnale di salvezza". Un tema su cui il segretario del Pd e' piuttosto sensibile e che e' entrato spesso nei suoi interventi durante la campagna delle primarie. Ma l'attenzione di Bersani per le problematiche del mondo del lavoro e quindi l'esigenza di favorire sviluppo e nuovo impiego, non si discosta dalla consapevolezza di tenere fermo il rigore del governo Monti. Il segretario lo ha gia' detto piu' volte al premier e lo riperta' anche stasera. Il Pd, se andra' al governo, avra' una sua ricetta per affrontare la crisi ma senza venire meno agli impegni europei e alle politiche di rigore messe in atto dal governo del Professore. Intanto, Bersani continua a muoversi piu' tavoli. Dopo la visita in Libia, domani il segretario vedra' gli ambasciatori dell'Unasur (Unione delle nazioni Sudamericane). "L'attenzione alla regione sudamericana segnala l'assoluta consapevolezza che quest'area geografica sia uno degli assi prioritari della nostra politica estera. Vogliamo e dobbiamo recuperare un deficit di presenza del nostro Paese in quei territori", si spiega. Quindi, i rapporti con gli alleati. Dopo che ieri lo stesso Bersani per la prima volta ha fatto un'accenno alla possibilita' di un listone Pd-Sel come 'contromisura' alle insidie dei premi regionali al Senato, in caso si votasse con il Porcellum, oggi dal Nazareno si sta un po' con il freno a mano tirato. Sara' forse anche per la reazione di Nichi Vendola che ha smentito ogni ipotesi del genere. "Non se ne e' mai parlato". Il leader di Sel, inoltre, non si mette di traverso all'ipotesi di un election day. E in serata anche il lettiano Francesco Boccia apre a questa ipotesi: "Dopo l'approvazione della legge di stabilita', non ha senso trascinare il Paese in una lunga campagna elettorale". Mentre Enrico Letta torna a garantire che, in presenza del Porcellum, il Pd fara' le primarie per i parlamentari. Pippo Civati e Sandro Gozi chiedono se ne parli in una Direzione a breve. Ma al Nazareno non e' prevista alcuna riunione di questo tipo. "Al massimo ci sara' un segreteria allargata ai coordinatori regionali. E poi che dovremmo dirci finche' non si sa con quale legge si vota?", si fa notare. C'e' anche un altro dossier aperto sul tavolo di Bersani: quello del Campidoglio. Oggi il 'renziano' Paolo Gentiloni ha ufficializzato la candidatura. Il fronte bersaniano non ha ancora messo in campo il 'suo' candidato. Ma si fa con insistenza il nome di Enrico Gasbarra.