Pdl non vota la fiducia al governo
Roma, 6 dic. (Adnkronos/Ign) - Aria di crisi per il governo con il Pdl che a distanza di poche ore si astiene su due voti di fiducia, prima al Senato, poi alla Camera. La decisione del centrodestra segue le parole del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che aveva bocciato un ritorno di Berlusconi in campo definendolo "non un bene per l'Italia''.
Il primo strappo avviene a Palazzo Madama sul dl Sviluppo. È il capogruppo Maurizio Gasparri a segnare il "passaggio del nostro gruppo a una posizione di astensione nei confronti del governo" disertando il voto "pur consentendo il mantenimento del numero legale". Il dl passa lo stesso ma con soli 127 sì (su una maggioranza di 84), 17 no e 23 astenuti per la scelta di non votare della maggior parte dei senatori Pdl.
Quindi tocca alla Camera con l'annuncio del capogruppo Fabrizio Cicchitto di un bis sul dl Enti locali: "Abbiamo deciso di astenerci sul voto di fiducia richiesto dal governo per marcare la nostra posizione fortemente critica sulla sua politica economica''.
Il governo incassa la fiducia con 281 voti favorevoli, 77 contrari e 180 astenuti. L'esecutivo, quindi, è sotto la maggioranza di 316 anche alla Camera.
Il Pd insorge accusando il centrodestra di comportamento irresponsabile. "Non abbiamo nessuna paura del voto - avverte Bersani - ma davanti al mondo non possiamo dare l'idea di un Paese che non ha solidità". Comunque, dice il candidato premier del centrosinistra, "se la posizione del Pdl" che si è esplicitata questa mattina al Senato ''verrà confermata, il presidente Napolitano troverà modi e forme per chiudere questa vicenda nel modo più ordinato possibile''.
E poco dopo Napolitano interviene richiamando tutti a "cooperare responsabilmente a una ordinata, non precipitosa e convulsa conclusione della legislatura e dell'esperienza di governo avviata nel novembre 2011". Per il capo dello Stato la tenuta istituzionale del Paese "è fuori questione".
"Sappiamo - ricorda il capo dello Stato - che la imminente conclusione della legislatura, e quindi l'avvicinarsi delle elezioni per il Parlamento, stanno suscitando crescenti tensioni tra le forze politiche, da oltre un anno impegnatesi nel sostenere un governo cui non partecipassero esponenti dei partiti. Ci sono tensioni politiche pre-elettorali che anche fuori d'Italia possono essere comprese senza suscitare allarmi sulla tenuta istituzionale del nostro Paese". "Questa tenuta - sottolinea Napolitano - è fuori questione, ho il dovere di riaffermarlo pubblicamente e mi sento in grado di farlo''.
Lo scontro più duro si consuma durante le dichiarazioni di voto a Montecitorio con il capogruppo Pd Franceschini che va all'attacco accusando il Pdl di scaricare "i problemi interni sugli italiani". "Stiamo dando al mondo un pericolosissimo segnale di instabilità e incertezza. Basta vedere l'andamento dello spread". "Nella storia del Parlamento - sottolinea l'ex leader Pd - un grande partito toglie la fiducia al governo senza spiegare il perché. Evidentemente è arrivato un ordine nella notte. Non posso credere che siano state le parole di Passera. E' un pretesto. E non voglio credere che la ragione sia bloccare il decreto del governo sull'incandidabilità (approvato nel frattempo dal governo, ndr) e non voglio neanche credere che questo passo verso la crisi sia per tenersi la comodità della nomina nelle liste bloccate del Porcellum".
Un appello ai deputati Pdl arriva invece dal leader Udc Casini. "Spero - dice - in un sussulto di dignità". A votare la fiducia c'è anche l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini: "Come un anno fa ritengo che gli ideali del popolarismo europeo ci impongano di sostenere il governo Monti. Non mi sento oggi di cambiare idea. Non mi sento di seguire l'indicazione del gruppo. La mia visione europea ed europeista, mi impedisce di alimentare una fase di instabilità e di rischio per il nostro Paese''.
Il presidente del Consiglio, intanto, ''non ha in programma nessun passo e, come credo di avere detto più di una volta, attendo di conoscere le valutazioni del Capo dello Stato". Le sue valutazioni, rimarca Monti, ''hanno grande peso nella formazione di un orientamento del presidente del Consiglio e possono avere addirittura un peso decisivo a seconda di quali sono. Non mi sembra utile anticipare da parte mia singole riflessioni individuali, non sono in grado di dare precisi indirizzi quantitativi alla massima carica dello Stato che segue questi temi con grande e solerte partecipazione, intanto facciamo il nostro normale lavoro, che non ci manca".
E a chi gli chiede se le parole del collega di governo di questa mattina sulla decisione di Silvio Berlusconi di ricandidarsi a premier, siano state oggetto di confronto Monti risponde che può capitare di esprimere dichiarazioni "più felici o meno felici", in ogni caso "bisogna sempre considerare il contesto" e comunque quelle rilasciate oggi dal ministro per lo Sviluppo Corrado Passera non sono "suscettibili di critiche".
