Roma, 7 dic. (Adnkronos) - "Gli spalaneve questo inverno rischiano di non uscire". E' l'allarme che il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, lancia intervenendo ai 'Dibattiti Adnkronos' a proposito delle prossime emergenze neve qualora non venga data una maggiore flessibilità al patto di stabilità. Sulla emergenza neve infatti, ha spiegato Delrio, "abbiamo avuto una drammatica esperienza l'anno scorso" in quanto "ai sindaci non è arrivata la copertura dei costi promessa", sono arrivati solo 9 milioni sui 250 pattuiti e, "come al solito ci hanno rimesso i sindaci e gli operatori che volontariamente sono usciti fidandosi della parola dei primi cittadini sul fatto che avrebbero ricevuto dei compensi". "Quest'anno quegli operatori - ha continuato Delrio - non verranno a rimuovere la neve, perché sapranno che i sindaci non sono in grado di pagarli e che il governo non darà i soldi". Il presidente dell'Anci quindi ritiene che "dare più flessibilità al patto di stabilità sia un argomento su cui riflettere moltissimo, adesso al Senato. E' un tema centrale perché parliamo non solo di regole europee ma del fatto che questo inverno gli spalaneve rischiano di non uscire". ''Il prossimo governo? Dovrà scegliere - ha sottolineato - se seguire o meno la strada di tutti quelli precedenti, quella dei tagli lineari'' e ''se il sistema delle autonomie è un sistema con cui fare alleanze e decidere insieme o se è solo un sistema oggetto di tagli''. "Questo federalismo è stato sbagliato - ha osservato -, un federalismo basato sulle Regioni, che con tutto rispetto hanno poche decine di anni, mentre la scelta giusta per noi è il federalismo municipale: i Comuni sono istituzioni solide e le più vicine ai cittadini". "Federalismo significa autonomia e responsabilità - ha aggiunto - e può essere fondato solo sul protagonismo dei municipi". Una riforma basata sulle Regioni ha causato il "moltiplicare della burocrazia e dei modelli di mini-Stato, che se si esclude il tema sanitario, non hanno avuto un impatto importante sulla vita dei cittadini". "Le Regioni devono avere un ruolo di programmazione e legislazione", ha detto Delrio sottolineando che il prossimo governo dovrà porre l'attenzione su coloro "che devono erogare i servizi. Questo sarà il cambio culturale richiesto". In merito alle ripercussioni che la possibile crisi di governo potrebbe avere sulla trattativa tra Comuni, esecutivo e Parlamento, Delrio ha dichiarato: ''Il momento è difficile. Credo però che sia da seguire il monito di Napolitano, lanciato ieri proprio dal nostro direttivo, a non farsi prendere dalla situazione e ad avere un'agenda precisa. E' un monito - ha osservato - che le Camere non possono ignorare: perciò mi auguro che il Parlamento sappia mettere in fila le priorità e continui a lavorare''. E sul suo futuro politico ha affermato: ''Io ministro con Bersani? Sto facendo un altro mestiere, faccio il sindaco e il presidente dell'Anci e ne sono onorato. Nel momento in cui se ne verificassero le condizioni vedrò. Intanto Bersani deve vincere le elezioni, e il mio auspicio, da militante del Pd, è che ciò accada''. Poi, riferendosi alle modifiche alla legge di stabilità chieste dai Comuni , ha dichiarato: "La nostra promessa di consegnare le fasce tricolori è legata all'impossibilità di fare i bilanci in queste condizioni. E' chiaro che il monito del Capo dello Stato è importantissimo, ma credo anche che sia prevedibile che qualche modifica il Senato la faccia: d'altra parte perché no? La Camera ha cambiato la manovra completamente, su Irpef e Iva". "Abbiamo detto che se la manovra uscirà dalla Commissione Senato così com'è - ha aggiunto - non c'è possibilità di mediazione perché nel 2013 i bilanci vanno fatti". "Io non capisco come il Senato possa approvare una manovra uguale a quella ricevuta - ha continuato - se succederà ci riuniremo e prima di ogni decisione definitiva chiederò di nuovo un colloquio al Quirinale". Riguardo al prossimo addio dei Comuni a Equitalia, il presidente dell'Anci ha affermato: ''Non esiste un rischio caos. La nostra è una battaglia di libertà''. Infine, commentando il decreto legislativo sulle 'liste pulite' e l'incandidabilità dei condannati, Delrio ha dichiarato: ''Siamo sulla strada giusta''. Ricordando, tra l'altro, che la posizione dell'Italia sul fronte della lotta alla corruzione è ''negativa nelle classifiche internazionali'', Delrio ha aggiunto che ''qualsiasi segnale nel segno di un maggiore rigore va accolto positivamente''.