Roma, 8 dic. (Adnkronos/Ign) - Il premier Mario Monti e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si vedono oggi al Quirinale dopo lo strappo del Pdl e le consultazioni informali del Capo con i leader dei partiti. La road map sarebbe piuttosto chiara: una volta approvata la legge di stabilità e alcuni provvedimenti ritenuti essenziali sia dal Colle che da Palazzo Chigi, si procederà allo scioglimento delle Camere fra il 10 e il 20 gennaio in modo da votare il 10 e 11 marzo, accorpando le Regionali di Lombardia e Molise. Prima di andare al Quirtinale, da Cannes, Monti si mostra tranquillo. Anche se rispondendo alla domanda di un giornalista francese sul premio Nobel all'Europa, esorta a essere "sempre vigili verso ogni forma di populismo e di nazionalismo". Il premier rivendica il proprio operato. "La politica italiana e' complessa, ma quest'anno abbiamo fatto passi avanti che altri paesi hanno considerato di fare ma che non hanno fatto". "Con una strana grande coalizione, il Parlamento italiano e' riuscito a uscire da una situazione molto grave". Una situazione, sottolinea Monti, "la cui gravita' non si misurava solo in conseguenze per l'Italia. Eravamo il Paese che avrebbe potuto far crollare la zona euro in modo definitivo". In Italia, afferma il premier, "sono state fatte riforme strutturali che ne' centrodestra ne' centrosinistra avrebbero potuto fare da soli". Intanto continuano a piovere critiche su Berlusconi dopo la decisione del Pdl di non sostenere più Monti. Per il presidente della Camera, Gianfranco Fini, "la decisione assunta dal Pdl e' molto grave perche' fa correre ancora ulteriori rischi all'Italia". Quanto al ritorno in campo del Cavaliere, Fini sottolinea che "Berlusconi si e' simpaticamente definito un dinosauro, se lo dice lui perche' non credergli?". E al cronista che di rimando gli ha chiesto, 'come vede la discesa in campo dei dinosauri?' Fini ha risposto: "I dinosauri appartengono a un'altra era geologica come tutti sanno". Lo scenario più plausibile, secondo Fini, è che si andra' al voto "probabilmente a marzo", e la fine della legislatura sara' "anticipata di qualche settimana". Ora e' necessario garantire, aggiunge, "uno svolgimento ordinato" di questa ultima fase. Anche Pier Ferdinando Casini rinnova le critiche a Berlusconi: "Gli italiani hanno fatto sacrifici per cercare di evitare il baratro" e oggi "riemerge Berlusconi con le ricette di 5 anni fa'". "Se c'e' un responsabile di questa situazione" e' proprio Silvio Berlusconi e, sottolinea il leader dell'Udc, "e' infantile" il tentativo "di ribaltare accuse su Monti che invece ha cercato" di salvare il Paese dal 'rischio' Grecia. Per Stefano Fassina, responsabile Economia del Pd, sarebbe auspicabile lo scioglimento delle Camere non appena approvati "tre provvedimenti" che vanno fatti: legge di stabilita', dl sviluppo e quello sull'Ilva. "Prolungare l'incertezza e l'agonia del Parlamento con un Pdl inaffidabile e' un danno per gli italiani". "Approviamo queste tre leggi e poi andiamo in fretta a votare. Non permetteremo la propaganda del Pdl". Con il Porcellum, aggiunge Fassina: "E' impossibile ormai fare una riforma elettorale con un interlocutore inaffidabile e che pensa solo a interessi nemmeno di partito, ma personali. Noi faremo le primarie per i parlamentari e ricorderamo di chi e' la responsabilita' politica delle misure dure del governo Monti" "Meno male che il presidente Napolitano ha le idee chiare sul come gestire questa delicata situazione provocata dalla irresponsabilita' di Berlusconi - interviene Nello Formisano (Dl), portavoce parlamentare di Diritti e Libertà -. Le prossime settimane vedranno il Parlamento impegnato nell'adozione di una serie di provvedimenti, a cominciare dalla legge di stabilita', senza cui l'Italia tornerebbe indietro di 12 mesi sul piano delle relazioni internazionali''. Critiche al Pdl arrivano, per ragioni opposte, anche dal capogruppo dell'Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario. "L'errore non e' far cadere Monti oggi, ma avergli permesso di governare per piu' di un anno, approvando, fiducia dopo fiducia, ogni singolo provvedimento''. Il portavoce del Pdl Daniele Capezzone replica al presidente della Camera: "Fini è in uno stato di evidente disperazione politica. Solo cosi' si spiega la scelta di usare una delle massime cariche istituzionali come sgabello per comizi da campagna elettorale contro le legittime scelte politiche di Silvio Berlusconi e del Pdl, che il Presidente della Camera non puo' permettersi di sindacare o attaccare''. ''La terza carica dello Stato -spiega Capezzone- che guida un ramo del Parlamento, ha infatti il dovere di rispettare ogni posizione. Gli elettori, comunque, lo manderanno presto in vacanza, magari a Montecarlo''.