Primo giorno di saldi: tanta gente e meno acquisti. Gli outlet presi d'assalto
Roma, 5 gen. - (Adnkronos/Ign) - Via ai saldi in tutta Italia dopo la partenza in Basilicata, Campania e Sicilia il 2 gennaio scorso. Nel primo giorno si registra un buon afflusso di cittadini nei negozi rispetto allo scorso anno - lunghe file, soprattutto, in direzione degli outlet fuori Roma e Firenze - ma il bilancio delle vendite in mattinata è stato negativo con un 10% in meno, rivela Codacons, rispetto al 2012.
"L'avvio dei saldi sembra improntato alla cautela - afferma il presidente Carlo Rienzi - Le vie dello shopping, i centri commerciali e gli outlet si sono riempiti di cittadini ma le vendite sono decisamente in calo. Segno che i consumatori puntano ad acquisti mirati, e prima di comprare preferiscono guardare le vetrine e farsi una idea precisa delle offerte e dei prezzi".
"I piccoli negozi e le periferie stanno risentendo particolarmente della riduzione degli acquisti - prosegue il Codacons - mentre la situazione appare meno negativa negli outlet e soprattutto presso le boutique d'alta moda, che possono contare su una massiccia presenza di turisti".
Ancora più negativo il bilancio tracciato dall'Onf, l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che ha reinterrogato il suo campione di famiglie dispiegate in tutto il territorio nazionale e ha elaborato i primi dati provenienti dai territori dove i saldi sono iniziati il 2 gennaio. Le famiglie che faranno acquisti scenderanno dal 44% registrato nel 2012 al 36% di questi giorni, mentre la spesa si attesterà a 219 euro a famiglia, contro 223 euro dell'anno scorso. La cifra complessiva dei saldi scenderà da 2,4 miliardi di euro a 1,95 miliardi, con una riduzione complessiva del 18,8%.
"Da queste informazioni si riconferma esattamente la previsione molto negativa di questa stagione di saldi invernali" afferma Federconsumatori. Insomma, si tratta di "un vero e proprio tracollo che dovrebbe da un lato fare riflettere su come modificare questo strumento di vendita ma soprattutto quanto modificare una linea di politica economica che sia maggiormente attenta al potere di acquisto delle famiglie, ormai ridotto ai minimi termini" affermano i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti.
