Parolisi: ''In appello voglio processo aperto al pubblico''. Legali al lavoro sul ricorso
Roma, 7 gen. (Adnkronos/Ign) - ''Onde evitare qualunque dubbio sui miei atteggiamenti, voglio che il processo d'appello sia aperto al pubblico''. Lo ha detto Salvatore Parolisi ai suoi legali Walter Biscotti e Nicodemo Gentile che stamani sono andati a fargli visita in carcere. ''E' stato lui stesso, alla luce delle considerazioni del gip Marina Tommolini nelle motivazioni, a chiedere che in appello il processo sia a porte aperte'', ha detto l'avvocato Walter Biscotti, riferendosi al fatto che il gup nelle motivazioni ha parlato dell'atteggiamento tenuto in aula dall'imputato.
I legali del caporalmaggiore dell'esercito condannato all'ergastolo per l'omicidio della moglie Melania Rea hanno tenuto una conferenza stampa stamani a Teramo per esternare alla stampa le loro valutazioni sulle motivazioni che hanno portato il giudice alla condanna più pesante.
''E' una sentenza che ci lascia sconcertati'' sostengono i legali. E per i due avvocati, le motivazioni sarebbero sconcertanti ''in quanto - spiegano - di fatto respingono il quadro accusatorio prospettato dalla Procura, accogliendo gran parte delle argomentazioni difensive, prima tra tutte quella della presenza di Salvatore Parolisi a Colle San Marco".
"Però, invece di assolverlo, come sarebbe stato giusto, il giudice lo ha condannato, sulla base di un ragionamento assolutamente ipotetico e fantasioso - sottolineano - ricostruito dal giudice stesso senza alcuna base legata agli atti processuali''. I legali hanno annunciato che inizieranno subito a lavorare sul ricorso in appello.
