Roma, 10 gen. (Adnkronos/Ign) - ''Nell'area euro la disoccupazione supera l'11%, e dobbiamo ricordarci che quando è stato fatto l'euro avevamo promesso agli europei che tra i vantaggi della moneta unica ci sarebbe stato un miglioramento degli squilibri sociali. Stiamo sottovalutando l'enorme tragedia dell'alto livello della disoccupazione''. Ad affermarlo è il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, nel corso di un'audizione alla Commissione 'Affari economici e monetari' del Parlamento europeo. Per Juncker serve a livello europeo ''un accordo per definire una base sui diritti minimi dei lavoratori'' nel quale deve figurare ''un salario minimo legale per tutti gli Stati membri della zona euro''. Per il presidente dell'Eurogruppo ''il 2012 è stato un anno piuttosto buono in termini di risultati per la zona euro: abbiamo preso delle decisioni che guardano lontano, abbiamo stabilizzato la zona euro mentre a gennaio del 2012 molti osservatori e alcuni tra di noi pensavano che la zona euro andasse verso il fallimento''. Ma ''di fronte a noi abbiamo ancora anni difficili. I problemi restano seri e le soluzioni richiedono una buona dose di coraggio politico''. Tra i numerosi problemi da affrontare c'è ''quello dei sistemi sociali diversi'' tra i vari paesi. ''Avremo molti problemi sul fronte del finanziamento della protezione sociale e delle pensioni. La nostra generazione deve farsi carico di questi problemi e continuare a renderli sostenibili dal punto di vista finanziario. Attualmente non è così perché il potenziale di crescita al momento non è sufficiente''. Juncker ci tiene anche a sottolineare che ''i paesi del Nord dell'Europa non sono più virtuosi rispetto a quelli del Sud e quelli del Sud non sono meno virtuosi rispetto a quelli del Nord''. ''Nord, Sud, Est e Ovest - scandisce - devono avanzare insieme''. Quanto agli sforzi per affrontare la crisi, per il presidente dell'Eurogruppo "non perché i ricchi sono meno numerosi non devono contribuire: non accetto che i miliardari non paghino'' mette in chiaro. ''Quelli che hanno meno vantaggi devono fare uno sforzo ma - ribadisce - anche i ricchi devono contribuire agli sforzi globali''. Poi, agli europarlamentari che lamentavano la mancanza di donne nei posti di comandi in Europa, Juncker ha risposto che ''sarà una francese'' a guidare il consiglio di supervisione bancaria della Bce. In lizza per l'incarico ci sarebbe, secondo le ultime indiscrezioni, Daniele Nouy, attuale segretario generale dell'Autorità per il controllo prudenziale della Banca centrale francese. Juncker, che conclude la sua esperienza di 8 anni alla guida dell'Eurogruppo, preferisce non fare immediatamente un bilancio: ''Questo bilancio se lo facessi in modo spontaneo adesso sarebbe troppo negativo. In negativo c'è tutto quello che non è riuscito, i ritardi, tutti gli atti mancati e le decisioni sbagliate''.