Città del Vaticano, 13 gen. (Adnkronos/Ign) - ''Non è facile manifestare apertamente e senza compromessi ciò in cui si crede, specie nel contesto in cui viviamo, di fronte ad una società che considera spesso fuori moda e fuori tempo coloro che vivono della fede in Gesù. Sull'onda di questa mentalità, vi può essere anche tra i cristiani il rischio di intendere il rapporto con Gesù come limitante, come qualcosa che mortifica la propria realizzazione personale''. Lo ha detto il Papa celebrando, nella Cappella Sistina, la Messa nel corso della quale ha amministrato il Sacramento del Battesimo a 20 bambini. ''Ma non è così! Questa visione - ha aggiunto Benedetto XVI rivolgendosi ai genitori, ai padrini e alle madrine dei bambini - mostra di non avere capito nulla del rapporto con Dio, perché proprio a mano a mano che si procede nel cammino della fede, si comprende come Gesù eserciti su di noi l'azione liberante dell'amore di Dio, che ci fa uscire dal nostro egoismo, dall'essere ripiegati su noi stessi, per condurci ad una vita piena, in comunione con Dio e aperta agli altri''. ''Cari genitori, nel domandare il Battesimo per i vostri bambini - ha detto il Papa - voi manifestate e testimoniate la vostra fede, la gioia di essere cristiani e di appartenere alla Chiesa. E' la gioia che scaturisce dalla consapevolezza di avere ricevuto un grande dono da Dio, la fede appunto, un dono che nessuno di noi ha potuto meritare, ma che ci è stato dato gratuitamente e al quale abbiamo risposto con il nostro "sì". E' la gioia di riconoscerci figli di Dio, di scoprirci affidati alle sue mani, di sentirci accolti in un abbraccio d'amore, allo stesso modo in cui una mamma sostiene ed abbraccia il suo bambino''. Poi, affacciatosi alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus, Benedetto XVI ha voluto estendere la sua preghiera e la sua benedizione ''a tutti i neonati; ma soprattutto invitare tutti a fare memoria del nostro Battesimo, di quella rinascita spirituale che ci ha aperto la via della vita eterna. Possa ogni cristiano, in quest'Anno della fede, riscoprire la bellezza di essere rinato dall'alto, dall'amore di Dio, e vivere come suo vero figlio''. Al termine dell'Angelus il Papa ha quindi ricordato che oggi ''celebriamo la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Nel Messaggio di quest'anno ho paragonato le migrazioni ad un 'pellegrinaggio di fede e di speranza'. Chi lascia la propria terra lo fa perché spera in un futuro migliore, ma lo fa anche perché si fida di Dio che guida i passi dell'uomo, come Abramo. E così - sono state le sue parole - i migranti sono portatori di fede e di speranza. A ciascuno di loro rivolgo oggi il mio saluto, con una speciale preghiera e benedizione''.