Ustica, Cassazione: fu un missile Stato condannato a risarcimento
Roma, 28 gen. - (Adnkronos/Ign) - Lo Stato deve risarcire i familiari delle vittime della strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno del 1980 a causa di un missile e non di una esplosione interna al Dc9 Itavia con 81 persone a bordo, per non aver garantito con sufficienti controlli dei radar civili e militari, la sicurezza dei cieli. Questo in sintesi il verdetto della Cassazione che, con la sentenza numero 1871, della Terza sezione civile, depositata oggi, condanna lo Stato al risarcimento. Per la Corte, "da un lato è abbondantemente e congruamente motivata la tesi del missile accolta dalla Corte d'Appello di Palermo".
In particolare, la terza sezione civile ha convalidato la decisione della Corte d'appello di Palermo dell'anno scorso che aveva dato il via libera ai risarcimenti, condannando dunque il ministero della Difesa e dei Trasporti a risarcire i familiari. Nella pronuncia di oggi, la Corte afferma che "non c'è dubbio che le amministrazioni avessero l'obbligo di garantire la sicurezza dei voli". Inesistente anche la questione della prescrizione visto che, come spiegano gli ermellini, "è ravvisabile la sussistenza del reato aviatorio colposo".
In conclusione, la Suprema Corte spiega che "l'attività volta a garantire la sicurezza della navigazione aerea civile è pericolosa quando risulta esercitata in condizioni di anormalità". Da qui l'ok al risarcimento per i familiari delle vittime.
Per Walter Veltroni del Pd "la Cassazione ha scritto una pagina importante sulla strage di Ustica. Finalmente la lunga teoria dei depistaggi e delle false teorie viene spazzata via". "Si riconosce che quella terribile strage è stata causata da un missile, che attorno a quell'aereo abbattuto col suo carico di vittime e di dolore fu combattuta una battaglia sui cieli italiani".
"Non poter mai sapere verità sulle stragi - scrive Nichi Vendola su Twitter - è una delle malattie del nostro Paese. Bene quindi decisione Cassazione su Ustica: un po' di luce".
''Bene la sentenza della Cassazione sulla strage di Ustica - dichiarano in una nota congiunta Paolo Ferrero e Giovanni Russo Spena di Rifondazione Comunista -, ma da 32 anni mancano giustizia e verità su quanto accadde, sui depistaggi da parte di settori dello Stato, sulle stragi come sui rapporti tra mafia e politica. Bisogna abolire completamente il segreto di Stato per far luce su Ustica come sugli altri aspetti oscuri della storia del nostro Paese".
"Si può tirare un sospiro di sollievo su questa sentenza, che finalmente mette la parola 'fine' alla vicenda" dice all'Adnkronos il giudice Rosario Priore, protagonista dell'inchiesta sulla strage nei cieli di Ustica.
"La sentenza definitiva della Cassazione secondo cui ad abbattere il Dc9 dell'Itavia è stato un missile - fa notare il giornalista Giampiero Marrazzo, direttore dell''Avanti!' e autore insieme al collega Gianluca Cerasola del film inchiesta dal titolo 'Sopra e sotto il tavolo' -, coincide perfettamente con la tesi, affermata dal Presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, nell'inchiesta da me condotta e nel procedimento portato avanti dall'avvocato Daniele Osnato, legale dei familiari delle vittime di Ustica".
