Irene Pivetti: proporrò agenzia per aprire le porte della Cina a Pmi del Lazio
Roma, 1 feb (Adnkronos/Ign) - Un'agenzia per aprire le porte della Cina e dei mercati emergenti alle Pmi del Lazio, valorizzare l'attività degli Istituti tecnici superiori per strutturare un legame tra studio e lavoro, oggi ancora troppo debole e disarticolato. Sono due punti dell'agenda-Pivetti, proposte che l'ex presidente della Camera, oggi candidata alle regionali nel Lazio con i Cristiano popolari di Mario Baccini, vorrebbe realizzare qualora venisse eletta. Dal 2011 alla guida della rete di imprese Only Italia per la promozione del Made in Italy in Cina, Irene Pivetti ha accumulato esperienza e conoscenza di quel mercato. "Negli ultimi tre anni -ha affermato ospite dei 'Confronti Adnkronos'- ho lavorato per aprire un ponte verso la Cina e i mercati in espansione alle piccole e piccolissime imprese italiane che vogliono farsi conoscere all'estero, in maniera che senza costi possano davvero senza costi vendere i loro prodotti in quei mercati". "Ci vuole un'agenzia per l'internazionalizzazione, una struttura snella -ha spiegato ancora Pivetti- e alcuni provvedimenti legislativi specifici che accompagnino questo percorso. Discutiamo se l'assessorato è la forma giusta. Io ho paura che poi si vada a creare una nuova 'poltrona' politica. Ci vuole una struttura tecnica, leggera e controllata".
"Inoltre -ha affermato ancora la candidata dei Cristiano popolari, illustrando le sue proposte per la regione Lazio- valorizzeri un'eccellenza del Lazio e che molti non conoscono: gli Its sono degli istituti che nascono all'interno delle imprese per favorire l'integrazione della formazione superiore e il mondo dell'impresa. Il Lazio ha un reticolo di Its tra i migliori che si trovano in Italia che sono stati capaci di consorziarsi e di lavorare insieme". "Però è una cosa marginale nel sistema universitario che, invece, occorre perfezionare per dare una risorsa in più alle imprese. Gli Its, rispetto a una struttura universitaria classica, costano poco e in un momento di vacche magre, sarebbe molto intelligente ricorrere auna cosa che esiste e va solo migliorata". Abbandonata la politica per un decennio, Pivetti ha sentito il richiamo per l'attività amministrativa. "La politica oggi è identificata con la corruzione, i privilegi. Tutto questo mi addolora, perché se è vero che ci sono tanti scandali, continuo a pensare che la politica fatta con onestà e trasparenza sia una cosa nobile". "Dopo tanti anni che ero fuori, ho sentito il richiamo del vecchio 'vizio'. Facile criticare una cosa sporca, facile accodarsi al coro di disprezzo, per questo mi sono detta 'rimettiamoci la faccia' e rimbocchiamoci le maniche. Potevo farne a meno, avendo ricoperto incarichi prestigiosi e avendo una mia attività ormai avviata, ma mi sono detta ripartiamo e ripartiamo dalla regione che -ha concluso Pivetti- per la sua importanza nel quadro delle istituzioni, a mio avviso è l'anello più debole".
Irene Pivetti non dice addio però alla televisione. "Mi candido per tornare a fare politica -ha spiegato ospite dei 'Confronti Adnkronos'-, ma non lascio la televisione. Sono stata una figura televisiva e vorrei continuare ad esserlo, perché credo di conosce abbastanza bene il liguaggio televisivo, oltre che amare molto questo media". "Mi piacerebbe fare dei programmi per i giovani, parlando di lavoro e di Europa. Qualcuno potrà pensare che sono due temi che suscitano una noia mortale, invece non è così, ci sono mondi inesplorati da raccontare, cose appassionanti che riguardano i diritti dei giovani -ha concluso la candidata dei Cristiano popolari- che li rendono più consapevoli".
