Reggio Calabria, 2 feb. (Adnkronos/Ign) - Un pericoloso latitante è stato arrestato nella tarda serata di ieri dalla Polizia di Stato. Domenico Leotta, 52 anni, era stato colpito da un'ordinanza di custodia cautelare nel maggio 2010 per associazione mafiosa ma si era reso irreperibile. Viene ritenuto appartenente alla cosca Pesce di Rosarno. Le ricerche si sono concluse ieri sera a Catanzaro, dove l'uomo è stato individuato in un appartamento in via De Filippis, suo rifugio dopo essere sfuggito alla cattura nel maggio 2010 all'operazione 'All Inside'. Quando gli agenti hanno fatto irruzione nell'abitazione, lui stava guardando la tv in camera da letto: non ha opposto alcuna resistenza. All'operazione hanno partecipato i poliziotti della squadra mobile di Reggio Calabria, del commissariato di Gioia Tauro, insieme ai colleghi del Servizio centrale operativo di Roma e della squadra mobile di Catanzaro. La cattura di Domenico Leotta, lontano dalla sua Rosarno, dimostra che ''probabilmente queste persone percepiscono che qualcosa sfugge al loro controllo. Di per sé è già un elemento di debolezza'', ha commentato il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria Michele Prestipino Mentre il boss emergente Francesco Pesce, noto come 'Ciccio testuni' venne arrestato a Rosarno, dove la cosca esercita il suo potere, gli altri latitanti dello stesso gruppo criminale catturati in seguito sono stati trovati fuori dal proprio territorio d'origine. Una circostanza che lascia intuire i rapporti tra le diverse consorterie di 'ndrangheta della Calabria. ''Mi preme sottolineare -ha spiegato Prestipino- che siamo giunti a questo brillante risultato dopo due anni di attività investigativa portata avanti mediante indagini pure, attività tecniche di intercettazioni. Sia pure faticosamente. E' il quarto latitante della cosca Pesce che assicuriamo alla giustizia. Leotta è imputato al processo 'All Inside' che è in corso di dibattimento a Palmi, ora potrà assistere alle udienze in aula''. Il magistrato ha rilevato anche la singolare coincidenza che nell'imminenza dell'operazione 'All Inside' riuscirono a sottrarsi alla cattura i vertici della cosca, il boss emergente Francesco Pesce e i suoi più stretti collaboratori e parenti. Ora restano da catturare Marcello Pesce e Giuseppe Pesce. Leotta aveva svolto un'attività di intermediazione tra le cosche Pesce e Bellocco di Rosarno, in contrasto dopo l'omicidio di Domenico Sabatino, esponente della cosca Pesce, avvenuto l'8 ottobre 2006. E' stato proprio questo delitto a consentire agli investigatori di individuare le dinamiche criminali, comprendere le logiche, gli equilibri, le relazioni e gli accordi, l'esecuzione di progetti criminosi della cosca Pesce. Il latitante Leotta inoltre sarebbe stato attivo nel settore del traffico delle sostanze stupefacenti e delle estorsioni.