Torino, 9 feb. - (Adnkronos) - "La destra esiste ma noi la battiamo". Così il leader del Pd Pier Luigi Bersani ha concluso il suo intervento al seminario dei progressisti europei dove ha incassato l'appoggio della sinistra Ue. ''So cosa volete da me: io devo battere Berlusconi un po' per me e un po' per voi''. Ma ''smacchieremo il giaguaro'', ha assicurato alla platea dei progressisti europei riuniti a Torino, sfoderando una delle sue più celebri metafore. "Vogliamo vincere per noi e perché l'Europa sia all'altezza del suo sogno e del suo destino. Mancano pochi giorni al voto - ha ricordato - , l'Europa ci guarda e oggi abbiamo visto che non siamo soli ma anche che abbiamo una responsabilità che va oltre noi stessi e questo ci dà forza e stimolo per questi ultimi giorni durante i quali ci impegneremo, girando sul territorio in tutti i posti del Paese, cercando di risvegliare il popolo delle primarie e di dire che la destra esiste ma la battiamo". "Queste elezioni - ha sottolineato il candidato premier del centrosinistra - non sono una semplice sfida, una normale alternanza di governo, possono segnare un nuovo corso in Italia mettere in archivio Berlusconi e i disastri che ha creato". Quindi ha messo sul tavolo i temi cari ai progressisti: "La serietà e la credibilità recuperate con il governo Monti sono per noi un punto di non ritorno, ma ora non basta, bisogna mettere anche un po' di equità e di lavoro". "C'è bisogno di un governo economico dell'euro che tenga in equilibrio crescita, solidarietà e democrazia". Poi una stoccata a Mario Monti che ieri aveva espresso soddisfazione per l'accordo raggiunto sul bilancio europeo: ''Il problema della regressione del disegno europeo è ancora in corso, ancora in movimento, l'Italia vince davvero e di più se vince l'Europa perché se alla fine di una riunione del genere festeggia Cameron, vuol dire che tutte le altre sono vittorie di Pirro''. Per questo, ha insistito, "il nostro orizzonte sono gli Stati Uniti d'Europa, una vera unione politica e democratica". "Coloro che sostengono un'Europa federale e politica non devono tacere ma alzarsi e combattere, non è possibile che sul tema Europa si facciano sentire solo gli euroscettici". Bersani è tornato quindi a marcare la differenza del suo partito con gli altri competitor italiani: "Noi sappiamo dove sederci in Europa e sappiamo di essere accettati laddove ci andiamo a sedere. Dicano gli altri in Italia dove intendono sedersi e dove pensano di essere accettati laddove intedono sedersi. Belusconi - si è chiesto ancora il leader del Pd - è accettato dove intende sedersi? E Monti dove si siede? Vicino a Berlusconi? Per tacere di Grillo e di Ingroia, dove si siedono? Noi siamo gli unici che sanno dove sedersi". A precedere l'intervento del segretario democratico sono stati interventi e videomessaggi dei leader europei in appoggio a Bersani. Il primo è stato Martin Schulz che con una stoccata a Berlusconi (che nel 2003 gli aveva dato del Kapò) ha ricordato come "il 27 gennaio i nostri pensieri erano rivolti alle vittime, altri pensavano ai dittatori e ai carnefici e queste persone non sono degne di guidare il nostro futuro". "Sono qui per sostenere Pier Luigi Bersani - ha detto - ma anche per ricordare a tutti che per costruire il suo futuro l'Europa non può dimenticare il suo passato". Anche Hannes Swoboda, presidente del gruppo Alleanza progressista dei Socialisti e Democratici al parlamento europeo, ha ribadito come ''abbiamo bisogno di una grande vittoria del Partito Democratico per cambiare l'Italia ma non solo, per cambiare l'Europa. Abbiamo bisogno di un'Italia diversa in Europa - ha aggiunto - e il Partito Democratico non è solo parte integrante della nostra famiglia politica, ma è anche la sola grande forza politica italiana fortemente europeista. Per questo siamo qui - ha sottolineato - e abbiamo bisogno di Pier Luigi Bersani per un'Italia e un'Europa più giusta''. "Non c'è un'Europa forte senza un'Italia forte né una valuta stabile senza l'Italia - ha scandito dal canto suo l'ex cancelliere tedesco, Gerhard Schroder - . Queste elezioni deve vincerle Bersani perché -ha detto il leader progressista - abbiamo bisogno di un'Italia forte". In un video messaggio a Bersani arriva l'endosement anche dal presidente francesce Francois Hollande : "L'Europa ha bisogno di politici credibili per sua rinascita, di un nuovo orientamento per la crescita. L'Europa - ha aggiunto - ha bisogno di progressisti alla guida, ha bisogno di Italia e Francia unite per agire insieme".