Berlusconi: ''Mai parlato di tangenti, sono un reato''
Roma, 15 feb. (Adnkronos) - ''Non ho mai pronunciato la parola tangenti. Sono un reato e va evitato. E quanto accade va punito''. Lo ha detto Silvio Berlusconi a Radio Anch'io tornando sul caso Finmeccanica e precisando di non aver mai parlato di tangenti. ''Anche facendo affari - ha spiegato - non si deve cadere nella corruzione. Io sono stato il primo firmatario della legge anticorruzione''.
''Non siamo di fronte a una nuova Tangentopoli'', ha poi assicurato, commentando le varie inchieste giudiziarie di questi giorni, ed è tornato ad attaccare la magistratura, in particolare i pm, hanno ''un ruolo onnipotente e fuori controllo''.
''Tangentopoli era un sistema che era intervenuto massicciamente nei partiti - ha osservato - , ai quali i magistrati milanesi hanno impedito di presentarsi alle elezioni del '94. Partiti che pur con i loro errori ci avevano consentito di crescere nel benessere''.
Poi, replicando alle ultime dichiarazioni di Mario Monti, il leader Pdl ha dichiarato: ''Questo è Monti, che da tutti è stato sovrastimato, era il deus ex machina di un governo tecnico, è sceso in politica smentendo tutte le garanzie date, dovrebbe dimettersi da senatore a vita, perché io non avrei mai controfirmato la sua nomina a senatore se avessi saputo che scendeva in politica. Di Prodi si diceva che 'ha una bonomia che viene fuori dai suoi artigli', ecco per Monti vale 'ha una cattiveria che viene fuori da ogni sua dichiarazione'''.
''Monti è disperato''. Per questo, sta alzando il tono dello scontro in campagna elettorale, ha osservato. Secondo il Cavaliere ''è probabile che il cosiddetto centrino non raggiunga il limite necessario per avere deputati nel Parlamento. Monti, Casini e Fini potrebbero restare fuori dal Parlamento e c'è disperazione nelle loro file. Per questo Monti fa dichiarazioni insensate, prive di eleganza. Ora sono a poco più del 10% e basta un niente'' per andare al di sotto di quella soglia che consente di eleggere dei deputati.
''La magistratura trova terreno fertile certamente. Soprattutto negli ultimi 10 giorni della campagna elettorale - ha continuato -. Grazie a giornali amici la vicenda Mps sta sparendo dai media per dare spazio solo ad altre inchieste giudiziarie. Non ci dicano che il Pd è fuori dallo scandalo della banca senese, è dentro, eccome...''. ''Di queste inchieste potrebbe beneficiarne Grillo, che punta a distruggere tutto senza proporre nulla di nuovo'', ha avvertito il Cavaliere.
''Sono certo che vinceremo noi, siamo in testa e vinceremo, quindi non ci sarà bisogno di nessuna grande coalizione'', ha sottolineato Berlusconi.
''Non temo nessun confronto, nessuno mi impensierisce, perché nessuno è al livello di conoscenza ed esperienza mia, ma le norme non consentono un confronto con Grillo perché lui non è candidato'', ha affermato.
''La cosa più facile è dire 'vadano tutti a vaffa...'. Non mi stupisce, quindi, che le piazze siano piene, perché Grillo fa uno spettacolo, è un fantastico attore. Ma sono sicuro che se anch'io andassi in piazza, otterrei lo stesso seguito di persone di Grillo'', ha detto Berlusconi. Il Cavaliere non ha dubbi: ''L'80% dei candidati di Grillo non sono stati scelti in base ai curricula in rete, ma abbiamo scoperto che facevano già politica: sono di estrema sinistra, no tav o appartengono ai circoli sociali''.
Berlusconi ha poi osservato che tra il Pdl e Confindustria ''c'è assoluta identità di programmi''. Ieri il Cavaliere ha incontrato il leader degli industriali, Giorgio Squinzi e rispondendo a una domanda del direttore dell'Adnkronos, Alessia Lautone, sull'esito dell'incontro, ha spiegato che c'è sintonia con il mondo delle imprese. ''Il programma presentato da Confindustria è totalmente ricompreso nel nostro. Ieri ho avuto un incontro con i vertici, abbiamo ascoltato tutte le esigenze avanzate dalle imprese, c'è identità assoluta di programmi'', ha osservato l'ex premier.
