Tokyo, 21 feb. - (Adnkronos/dpa) - Tre condannati a morte sono stati impiccati questa mattina in Giappone. Si tratta delle prime esecuzioni sotto il nuovo governo di Shinzo Abe, insediatosi a dicembre. "Non è necessario rivedere" la pena di morte di in Giappone, ha detto il ministro della Giustizia Sadakazu Tanigaki, secondo il quale "se ci fossero stati dei problemi avremmo fatto dei cambiamenti". Nell'annunciare le esecuzioni, il ministero della Giustizia ha voluto sottolineare la gravità dei reati compiuti dai condannati, impiccati a Osaka, Tokio e Nagoya. Il 44enne Kaoru Kobayashi era stato condannato per aver rapito e violentato una bambina di sette anni. Poi aveva mandato un messaggio alla madre con la foto della piccola e la scritta: "presa". Un mese dopo aveva inviato un sms minacciando di prendersi anche la sorella più piccola. Il 29enne Masahiro Kanagawa ha pugnalato a morte un 72enne nel 2006 e quattro anni più tardi ha ucciso a coltellate un uomo e ferito altre sette persone in una stazione ferroviaria. Infine il 62enne Kano, 62, aveva scontato 15 anni di carcere per aver ucciso una donna nel 1983 e ha poi strangolato l'anziana manager di un bar nel 2002 per rubarle l'incasso. Le esecuzioni sono state le prime da settembre. Assieme agli Stati Uniti, il Giappone è fra le poche democrazie di stampo occidentale dove è ancora in vigore la pena di morte, malgrado le pressioni internazionali per una moratoria. Al momento vi sono oltre 130 detenuti in attesa nel braccio della morte. Fra loro Shoko Asahara, e altri esponenti della setta Aum Shinrikyo da lui fondata, condannati alla pena capitale per l'attentato del 1995 con il gas sarin nella metropolitana di Tokio che causo' 13 morti e migliaia di intossicati.