Roma, 28 feb. - (Adnkronos/Ign) - E' giallo a Roma sulla morte di Daniele Lo Presti, fotografo dei vip e collaboratore per lungo tempo dell'agenzia LaPresse. A uccidere il paparazzo, trovato cadavere ieri pomeriggio sotto ponte Testaccio, non è infatti stato un malore come si pensava inizialmente, ma un colpo di pistola alla testa. Durante l'autopsia eseguita la scorsa notte, il medico legale ha infatti scoperto un foro all'altezza della fronte, con il proiettile ancora dentro. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo era andato a fare jogging sulla pista ciclabile del lungotevere Portuense quando è stato colpito dal killer all’altezza di ponte Testaccio. A dare l'allarme è stato un passante che si è accorto del corpo senza vita disteso a terra. Sul luogo del ritrovamento, spiega la questura, sono quindi arrivate due persone che lo hanno riconosciuto. La polizia in un primo momento ha ipotizzato che la sua morte fosse stata accidentale, forse dovuta a un malore. Ma quando il cadavere di LoPresti è stato portato all'istituto di medicina legale della Sapienza, i medici hanno trovato il proiettile nel cranio. Secondo i primi rilievi il fotografo sarebbe stato colpito alla testa frontalmente e da una distanza piuttosto ravvicinata. A quanto si apprende da fonti investigative il 43enne in passato era stato oggetto di minacce e la sua auto era stata incendiata nel 2008. Era stato lo stesso fotografo a sporgere denuncia. Gli investigatori indagano a 360 gradi: al momento non ci sono elementi che legherebbero l’omicidio a quelle minacce ma nulla viene escluso. Tra le piste anche quella "professionale", anche se per Umberto Pizzi, fotoreporter tra i piu' conosciuti dell'ambiente (suoi gli scatti anche per Dagospia) non si tratta di "una questione di foto: la ferocia di sparare in faccia a uno è esagerata per una foto. Mi sembra troppo; e troppo fuori dalle regole. Premesso che non lo conoscevo, credo che la pista da seguire sia un'altra, non quella della foto che ha fatto arrabbiare qualche criminale. Un pensiero condiviso anche dal 'King dei Paparazzi' Rino Barillari. 'L'omicidio non c'entra con le foto. Non riesco a farmi un'idea, sarà uno sbaglio o una pallottola vagante ma la strana morte di Daniele non è legata a motivi professionali né a foto scomode. Anche nell'ambiente non ci aveva mai raccontato di minacce o altri problemi'', ha detto il fotografo della 'Dolce Vita' all'Adnkronos. ''La questura faccia indagini e non lasci il caso insoluto'', è l'appello di Barillari, che spiega: ''Per me Daniele è stato uno dei fotografi di punta della scena europea, ha fatto scoop fantastici con grande professionalità. La sua tecnica era non farsi riconoscere, inseguiva, si appostava e poi scattava le foto che hanno fatto il giro del mondo. Un ragazzo sorridente, il primo a scherzare. Lo conoscevo da venti anni....''.