Compravendita parlamentari, Scilipoti e Razzi indagati a Roma per corruzione
Roma, 5 mar. (Adnkronos) - I parlamentari Antonio Razzi e Domenico Scilipoti, eletti senatori nelle ultime elezioni nel Pdl, sono indagati dalla procura di Roma per corruzione.
L'indagine, avviata dal procuratore aggiunto Francesco Caporale, trae origine dalle denunce che nel dicembre del 2010 furono presentate contro Razzi e Scilipoti, allora deputati, che, nella scorsa legislatura, abbandonarono l'Idv per passare in sostanza a sostenere il governo dell'ex premier Silvio Berlusconi con il voto di fiducia. A fare i nomi di Razzi e Scilipoti era stato Antonio Di Pietro.
Proprio questa mattina l'ex pm ha incontrato al Palazzo di Giustizia il procuratore aggiunto Caporale e il pubblico ministero Alberto Pioletti. Lasciando il Palazzo di Giustizia Di Pietro non ha voluto rilasciare dichiarazioni. L'ex pm ai due magistrati avrebbe consegnato un memoriale e altre indicazioni utili all'indagine. Tra l'altro avrebbe parlato del senatore Idv Giuseppe Caforio.
Questi nel 2008 gli raccontò di essere stato avvicinato dall'allora senatore dell'Idv Sergio De Gregorio che gli offrì denaro per indurlo a votare contro la fiducia al governo Prodi. Nei prossimi giorni probabilmente Caforio sarà ascoltato in Procura.
"Ho appreso da qualche ora di essere indagato - commenta all'Adnkronos il neo senatore Pdl Scilipoti -, ma io ho sempre agito nell'interesse del Paese e qui si dimentica l'art.68 della Costituzione sul voto dato nell'esercizio delle proprie funzioni. Io votai nell'interesse generale non per un interesse di bottega".
Alla domanda se quindi neghi radicalmente l'ipotesi dell'accusa, replica: "Non la prendo nemmeno in considerazione, ho fatto il mio lavoro e continuerò a farlo. Anzi, esorto tutti i colleghi parlamentari a fare come me, a ribellarsi alla logica del 'dominus' esterno e ad agire sulla base delle proprie convinzioni. Io - conclude - ho fatto così e sono pronto, per le mie idee, anche ad arrivare al sacrificio personale".
All'Adnkronos il senatore del Pdl Razzi osserva: "Quest'accusa mi fa ridere... Ma è mai possibile che uno non si può nemmeno godere la gioia di un'elezione (ero quarto in lista in Abruzzo), la gioia di una vittoria, che si ritrova accusato di una cosa che è una pagliacciata?".
"Non ho parole - aggiunge - tranne che per affermare che io non mi sono mai venduto e mai mi venderò. Piuttosto, è davvero triste per uno come me che non ha mai avuto problemi con la giustizia dover affrontare una vicenda così. Forse era meglio restrarsene a fare l'operaio in ditta... In ogni caso, è naturale che mi presenterò ai magistrati: chiarirò tutto, glielo dirò tranquillamente. Mica ho paura, io...", conclude Razzi.
