Roma, 7 mar. (Adnkronos Salute) - No all'utilizzo di cellule staminali diverse da quelle della Stamina Foundation. I genitori della piccola Sofia - la bimba di 3 anni e mezzo affetta da una gravissima malattia degenerativa alla quale è stata sospesa la terapia compassionevole con infusione di staminali - si dichiarano su Facebook "colpiti negativamente" dalla proposta lanciata dal ministro della Salute Balduzzi. Ieri i coniugi avevano incontrato per due ore il ministro, dopo il clamore suscitato da un servizio delle 'Iene' e il conseguente intervento di Adriano Celentano sul 'Corriere della Sera', che oggi ha pubblicato la risposta di Balduzzi. Nonostante il ministro abbia dato il via libera al proseguimento della terapia (che era stata interrotta), i genitori contestano il fatto che la cura sarà attuata in altri centri e non dalla Stamina, la cui attività è stata bloccata dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). "Dopo un'attenta rassegna stampa io e Guido - scrive sulla pagina Fb dedicata al caso la mamma di Sofia, Caterina - siamo rimasti colpiti negativamente. Nell'articolo il ministro dice che le cure compassionevoli con protocollo Stamina non rispettano gli standard di sicurezza. Per cui Sofia deve utilizzare cellule di altre cell factory". "Abbiamo documentazione medica - proseguono - che attesta l'inefficacia di queste altre cellule su malattie neurodegenerative come quella di Sofia. Ieri, nel colloquio col ministro, ci sono state prospettate alcune possibilità. Ma l'unica terapia che vogliamo per Sofia è quella di Stamina, cioè quella che è già stata regolarmente avviata con un protocollo d'intesa tra noi e gli Spedali Civili di Brescia. La stessa cura che altri bambini portano avanti tranquillamente perchè il giudice del lavoro della loro città l'ha approvata. La stessa cura che ha prodotto risultati certi. Non abbiamo tempo per sperimentare. Sofia sta morendo. Morendo per un cavillo burocratico".