Confindustria, allarme credito: "Pagare subito 48 mld debiti"
Roma, 8 mar. (Adnkronos) - L'Italia "e' ancor una volta in piena emergenza credito". Ora "va spezzato il circolo vizioso". Lo sostiene il Centro studi di Confindustria, evidenziando che "serve uno shock di politica economica che punti all'obiettivo del ritorno alla crescita e restituisca ossigeno finanziario al sistema produttivo". E "una misura che puo' sbloccare lo stallo del credito e' il pagamento immediato alle imprese di 48 miliardi di euro di debiti commerciali della Pa".
Questa liquidita', osserva il Csc in una nota a firma Ciro Rapacciuolo, "avrebbe positivi effetti a catena su tutto il circuito dei pagamenti e restituirebbe fiducia. Ripartirebbero i progetti di investimento accantonati, salirebbero i rating aziendali, favorendo l'erogazione di credito a tassi piu' bassi". Il credito, secondo Viale dell'Astronomia, "e' frenato inoltre da fattori strutturali: funding gap bancario e ratio di capitale di Basilea".
Anche cio', prosegue il Csc, porta a concludere che "il calo del credito origini piu' dal lato dell'offerta che da quello della domanda". La flessione dei prestiti "e' piu' marcata di quella del Pil nominale e i dati qualitativi indicano che e' avvenuta prima la riduzione dell'offerta di credito, che e' stata la principale causa della seconda recessione, e solo dopo e' seguito il calo di domanda".
In questo quadro, "rischiano di sparire imprese con attivita' operative positive". La Bce, si ricorda, "ha fatto molto per la liquidita' e puo' trovare il modo giusto di dare prestiti alle banche finalizzati a divenire credito alle Pmi". E le misure varate in Italia (moratorie, Fondo di garanzia) "vanno nella giusta direzione, ma non sono risolutive come il ritorno stabile dell'economia su un sentiero di alta crescita".
