Allarme della Cgia: "Senza un governo danno da 23 mld per famiglie e imprese"
Roma, 9 mar. (Adnkronos) - Se nelle prossime settimane i partiti politici non troveranno un'intesa in grado di garantire la nascita di un nuovo esecutivo che affronti da subito alcune priorità di carattere economico/fiscale, il costo per le famiglie e le imprese sara', per l'anno in corso, di almeno 23 miliardi di euro. A dirlo e' la Cgia di Mestre.
''In campagna elettorale - spiega il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi - tutti i principali leader politici erano d'accordo nell'evitare l'aumento di un punto percentuale dell'Iva previsto nel prossimo mese di luglio, nel rivedere la nuova tassa sull'asporto rifiuti che cominceremo a pagare verso la metà di quest'anno, nel sbloccare una parte dei pagamenti dello Stato verso le imprese, nel tagliare l'Irap ed il costo del lavoro e nell'abolire/ridurre l'Imu sulla prima casa''. Ebbene in assenza di un nuovo esecutivo ''in grado di evitare o ridurre le tasse già programmate e di sbloccare alcuni pagamenti'' il danno economico che gravera' su famiglie ed imprese, stima la Cgia, sara' ''di almeno 23 miliardi''.
Se non si riuscira' ad evitare l' aumento dell'Iva dal 21 al 22% previsto dal primo luglio, i consumatori, sottolineano gli artigiani di Mestre, subiranno un aggravio di imposta per l'anno in corso di 2 miliardi di euro. Si ricorda che su base annua l'aumento di un punto di Iva costa ai consumatori 4 miliardi di euro circa. Se non si ritocchera' l'impianto della Tares (nuova imposta sull'asporto rifiuti) dal prossimo mese di luglio le famiglie e le imprese pagheranno quest'anno 2 miliardi di euro in piu' rispetto al 2012.
Inoltre su uno stock di 80/90 miliardi di euro di mancati pagamenti da parte dello Stato nei confronti delle imprese private, l'impegno assunto per il 2013 e' di sbloccarne almeno 10. Se non si ridurra' ulteriormente l'Irap e il costo del lavoro, oltre a quanto gia' fatto dal Governo Monti, le imprese ed i lavoratori non si gioveranno di un necessario sconto fiscale pari ad un importo stimabile in 5,5 miliardi di euro. La mancata abolizione/riduzione dell'Imu sulla prima casa non consentira' alle famiglie italiane di risparmiare almeno 3,5 miliardi di euro.
Nel caso non si riuscisse a formare in tempi brevi un nuovo esecutivo, ''la situazione piu' critica - segnala la Cgia - esplodera' all'inizio dell'estate''.
Infatti ''a meta' giugno e' previsto il pagamento della prima rata dell'Imu, mentre ad inizio luglio dovremo pagare la prima maxi rata della Tares e subire l'aumento di un punto percentuale dell'Iva''.
