Milano, 9 mar. (Adnkronos/Ign) - Per i giudici della Corte d'Appello di Milano l'infiammazione agli occhi di Silvio Berlusconi non costituisce un legittimo impedimento assoluto e dunque il processo sui diritti tv può proseguire. I giudici questa mattina avevano disposto la visita fiscale per il Cavaliere ricoverato da ieri all'ospedale San Raffaele di Milano. L'ex premier è stato visitato da due consulenti scelti dalla Corte d'Appello e da un consulente della difesa. Facendo riferimento alla visita, il collegio presieduto da Alessandra Galli ha deciso che l'uveite bilaterale di cui soffre l'ex premier non giustifica lo stop al processo in cui è imputato per frode fiscale. Nella relazione scritta inviata dagli esperti ai giudici si sottolinea come Berlusconi sia sottoposto a una terapia adeguata, che l'uveite bilaterale è accertata, ma questo non costituisce un impedimento pur tenendo conto "che la sintomatologia dolorosa possa influire - secondo i medici - sull'efficienza psico-fisica" di Berlusconi. "La volontà di andare avanti anche con l'imputato malato la trovo straordinaria" ha commentato in aula Niccolò Ghedini, legale del Cavaliere. La difesa aveva chiesto che i consulenti medici che hanno visitato l'ex premier fossero ascoltati in aula e riferissero dunque sulla decisione presa, ma i giudici hanno deciso di respingere la richiesta. In aperta polemica Ghedini ha quindi rinunciato all'arringa, limitandosi a depositare una memoria difensiva, così come l'avvocato Piero Longo. Secondo Ghedini, c'è la volontà dei giudici d'Appello di Milano di arrivare a sentenza entro marzo. La difesa ricorda come la sentenza di primo grado sia stata pronunciata il 26 ottobre 2012 e come la prima udienza in Appello sia stata fissata il 18 gennaio scorso. "Nella mia lunga carriera non ho mai avuto una fissazione così celere neanche nei processi con detenuti o quando incombeva la prescrizione" ha detto il legale in aula, ricordando che oggi "è sabato e siamo in un tribunale deserto" nonostante la prescrizione intervenga solo a luglio 2014. La difesa di Berlusconi dunque non ha dubbi: i giudici della seconda sezione penale della Corte d'Appello di Milano condanneranno l'ex premier. Ma la difesa auspica che l'assoluzione del Cavaliere possa arrivare in Cassazione. "Mi attendo una sentenza di condanna, l'ho detto anche ai giudici - ha affermato Ghedini - Una ricusazione ci farebbe rallentare e noi non vogliamo, vogliamo solo andare in Cassazione dove speriamo in una assoluzione". Per il legale, inoltre, è "straordinario che i giudici non vogliano attendere il 23 aprile quando la Corte Costituzionale si pronuncerà sul conflitto di attribuzione" sul legittimo impedimento sollevato dalla difesa ed è altrettanto "straordinario che non si attendano le motivazioni della Corte di Cassazione" in merito al processo Mediatrade. "Tutto quanto succede è una cosa al di fuori di ogni precedente e di ogni logica - ha affermato in conclusione Ghedini - Questo è diventato un processo inutile". Intanto Francesco Bandello, primario di Oculistica e Oftalmologia dell'ospedale San Raffaele, ha confermato ''la diagnosi di uveite bilaterale complicata all'occhio sinistro. Il presidente deve essere sottoposto a un trattamento rigoroso e a un monitoraggio altrettanto rigoroso per verificare l'efficacia della terapia. Chiedo pertanto al presidente Berlusconi di restare in ospedale almeno fino a domani". "Ragionando come un uomo di strada - ha spiegato Bandello, incalzato dai giornalisti - credo che una persona che deve discutere di cose così importanti e che veda in qualche modo alterata la propria condizione psico-fisica mi pare che sia una persona messa in condizione di non poter svolgere appieno la sua funzione di imputato". Bandello ha poi precisato: "Non mi chiedete di giudicare altro. Io faccio l'oculista". A parlare è anche il medico personale di Berlusconi, Alberto Zangrillo, che ha invitato ''a considerare che noi medici possiamo esprimerci solo su dati obiettivi. Abbiamo confermato la malattia" di cui soffre Silvio Berlusconi, "e la necessità di mantenere il ricovero. E' l'unica cosa corretta che possiamo dire in questo momento. Parlare di condizioni psico-fisiche, allegria o arrabbiature, è già una cosa molto più discutibile. Potremo aggiungere altro dopo aver letto quanto scritto dai medici legali".