Ruby, sì a impedimento per Berlusconi
Milano, 11 mar. (Adnkronos/Ign) - Per i giudici di Milano quello di Silvio Berlusconi è un legittimo impedimento assoluto e dunque l'udienza per il processo sul caso Ruby è stata rinviata a mercoledì 13 marzo alle ore 14. Il collegio presieduto da Giulia Turri sostiene che all'esito della visita fiscale c'è uno 'scompenso pressorio' quindi si tratta di un 'assoluto impedimento a comparire in udienza''.
Nella prossima udienza si fisserà anche il calendario alla luce delle condizioni fisiche dell'ex premier che, secondo quanto trapela, domani potrebbe essere sottoposto ad ulteriori accertamenti tra cui una Tac coronarica.
La visita fiscale all'ospedale San Raffaele è terminata poco prima delle 15. Si è trattato del secondo accertamento medico disposto da giudici del capoluogo lombardo. Il collegio presieduto da Giulia Turri ha dato incarico in mattinata ad un medico legale, allo specialista di cardiologia Cesare Fiorentini e ad un altro esperto in oculistica Stefano Gambaro di eseguire un accertamento medico delle condizioni dell'ex premier.
I medici hanno dovuto stabilire se l'uveite e i disturbi cardiologici del Cavaliere costituiva un legittimo impedimento assoluto. I tre esperti incaricati dalle toghe hanno eseguito l'esame e poi inviato la loro relazione via fax. Relazione in base alla quale i giudici hanno deciso di rinviare l'udienza di oggi.
I difensori di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, hanno lasciato l'aula in mattinata (hanno presentato anche loro un legittimo impedimento perché impegnati in una riunione del Pdl a Milano), sostituiti da Giorgio Perroni. Prima Ghedini aveva reso noto che ''Berlusconi vuole ascoltare la requisitoria del pm e fare dichiarazioni spontanee e poter partecipare alle arringhe dei suoi avvocati alle fasi finali del processo''.
''Noi - ha sottolineato - chiediamo soprattutto di finire questo processo in tempi normali, rispettando i diritti del cittadino e della persona malata, che vuole presenziare alle sue udienze. Non chiediamo altro e la domanda che bisognerebbe fare al Tribunale e alla Corte è 'perché tanta fretta?'''.
Secondo Ghedini la presenza di Berlusconi in aula ''è indispensabile e lo ritiene anche lui, come suo diritto costituzionale. Il certificato del medico legale della Corte d'Appello dice che non c'è un impedimento assoluto ma - ha spiegato il legale - i medici dicono che la situazione psicofisica non è idonea alla partecipazione del processo ed è per questo che sostanzialmente ce ne siamo andati sabato''.
''Oggi - ha aggiunto - c'è un altro certificato medico che dà conto di un'altra problematica di patologia e noi riteniamo ci debba essere il rinvio. Con la sospensione della prescrizione e il rinvio di una settimana - ha detto Ghedini - non riusciamo a capire dove sia il problema''.
Alla richiesta della difesa dell'ex premier di legittimo impedimento per motivi di salute si è opposto il pm Antonio Sangermano sottolineando che l'impegno politico è stato fissato ''successivamente alla calendarizzazione delle udienze'' mentre sullo stato di salute dell'ex premier occorre effettuare una visita fiscale ''per valutare l'assolutezza dell'impedimento''.
Ad ogni modo l'ex premier oggi "non esce" dall'ospedale San Raffaele. "Rimane ricoverato perché permane un'alterazione dell'equilibrio emodinamico ed è sotto stretto monitoraggio cardiovascolare. Sta anche seguendo una terapia specifica". A spiegarlo è Alberto Zangrillo, medico personale del leader Pdl.
Il Cavaliere ha cominciato da ieri ad avere picchi di ipertensione. Un 'effetto collaterale' delle cure per l'uveite, messo in conto dal primario di Anestesia e rianimazione cardio-toraco-vascolare che lo segue. Già nei giorni scorsi, infatti, Zangrillo aveva spiegato che la terapia a base di gocce endoculari contiene un vasocostrittore e che "i vasocostrittori determinano su un paziente di una certa età e in terapia antipertensiva come Berlusconi delle possibili alterazioni dell'equilibrio emodinamico o del ritmo cardiaco sotto forma di tachicardie o aritmie sopraventricolari, problemi pressori".
Questa alterazione dell'equilibrio emodinamico si è manifestata e "permangono anche oggi" i picchi di ipertensione registrati già da ieri, continua il medico. "Il presidente è sotto terapia specifica per questo problema" ribadisce Zangrillo. Quanto all'uveite bilaterale che lo ha portato venerdì scorso in ospedale, a quanto si apprende, sarebbe sotto controllo.
