Milano, 19 mar. (Ign) - Libri che non saranno più soltanto contenuto ma anche tecnologia per essere condivisi. Autori che tramite il self-publishing si trasformeranno in editori. Ed e-reader che, tramite tracciatura delle letture, proporranno testi e novità direttamente sul monitor del lettore. Tutto questo potrebbe essere il futuro dell’editoria. Anzi, in alcune parti del mondo lo è già. In Usa e Regno Unito, ad esempio, le start up attive nel settore sono in costante crescita e costituiscono una nuova frontiera dell’editoria che per gli addetti della filiera italiana potrebbe tradursi in opportunità di business. Come è emerso a ‘IfBookThen’, terza conferenza internazionale ideata da BookRepublic, che ha riunito al Museo della Scienza di Milano editori, autori, agenti letterari e distributori per discutere del futuro dell’editoria. “L’editoria digitale - spiega Marco Ferrario, organizzatore di 'IfBookThen' a Ign, testata online dell’Adnkronos - in Italia vale 15/20 milioni di euro. Ma è un mercato nato da meno di due anni, di conseguenza è normale che i numeri siano ancora piccoli. Si tratta però di un mercato destinato a crescere molto rapidamente e molti di quelli che escono dall’editoria troveranno nel digitale molte opportunità per sviluppare nuove attività e nuove iniziative”. Nel 2012, in Italia, gli e-book venduti hanno toccato quota tre milioni e mezzo, in forte crescita rispetto alle 900mila copie scaricate nell’anno precedente. Paragonati ai dati degli altri Paesi però, questi numeri evidenziano le dimensioni ancora molto limitate del settore in Italia. Basti pensare che il prossimo anno, negli Stati Uniti, è previsto il sorpasso degli e-book sul cartaceo. Ciò che, secondo gli esperti, manca in Italia, è un interesse ed un coinvolgimento da parte degli editori nei confronti della tecnologia. “Il nostro Paese - afferma Ferrario - è ancora un po’ indietro nel considerare la tecnologia un elemento fondamentale per lo sviluppo, non solo per questo settore ma anche per entrare in contatto con i social media e i nuovi strumenti a disposizione nella nostra vita. In questo senso ‘IfBookThen’ rappresenta un contributo per cercare di colmare questo gap”. Quest’anno la conferenza ha affrontato in particolare il tema dell’integrazione della tecnologia con dati e contenuti. Tre concetti dai quali, secondo gli organizzatori, trae origine il nuovo corso dell’editoria e dai quali derivano le principali opportunità per gli attori della filiera. “Io - afferma Javier Celaya, Ceo di Dosdoce.com e Responsabile di ‘IfBookThen’ Spagna a Ign, testata online dell’Adnkronos - sono convinto che la società abbia già compreso il cambiamento. Le persone leggono abitualmente quotidiani online, giocano online e interagiscono con community online. Sono gli editori che devono capire che le persone hanno un modo tutto nuovo di utilizzare la tecnologia, di accedere alle informazioni e di condividere le informazioni. Sempre più - continua - la gente acquisterà contenuti in base ai servizi connessi. E questo impone un radicale cambiamento del nostro modello di business e del modo in cui produciamo contenuti e servizi e li forniamo ai lettori. Fornire servizi a questa nuova generazione di persone rappresenta una grande opportunità”. Durante l'incontro, inoltre, sono state presentate alcune tra le più innovative ‘case history’ di ingegneri, editori, agenti e autori provenienti da diverse parti del mondo, per illustrare i casi di eccellenza. E’ il caso, ad esempio, di ‘SocialBook’, un progetto lanciato da Bob Stein, fondatore dell’’Institute for the Future of the Book’ di New York, che prevede la creazione di una piattaforma di condivisione dei contenuti dei libri. “Un ambiente dedicato alla lettura - spiega Stein a Ign, testata online dell’Adnkronos - nel quale poter vivere e condividere le proprie letture con i propri amici”. Una novità che potrebbe rilanciare il futuro dell’editoria italiana anche se, secondo Stein, le condizioni del mercato in Italia non sono ancora pronte per fare il grande salto. “Le industrie editoriali italiane - sottolinea Stein - sono protette dalle leggi che impongono limiti, ad esempio, all’ingresso di Amazon. Il portale americano - continua - potrebbe essere un ottimo volano per un rapido e consistente sviluppo dell’editoria elettronica, anche grazie alle politiche di abbattimento dei prezzi. Ma gli editori italiani possiedono una lungimiranza ed un livello di conoscenza superiore a qualsiasi altro Paese e sono convinto che in pochi anni l’Italia sarà in grado di raggiungere i massimi livelli”.