Roma, 19 mar. - (Adnkronos) - Un bambino di 4 anni è morto nella mensa della sua scuola, la materna Minucci situata in via Bernardo Cavallino, al Vomero, quartiere collinare di Napoli. Il piccolo stava pranzando ma un boccone di mozzarela gli sarebbe stato fatale. Portato d'urgenza all'ospedale Cardarelli il piccolo è morto per soffocamento. Numerosi i casi analaghi di cui spesso sono rimasti vittime i più piccoli. - 26 NOVEMBRE 2012: Un bambino di 18 mesi muore all'ospedale di Modena per soffocamento dopo aver ingerito un pezzo di carota. I medici inviati dal 118 nell'appartamento di Campogalliano dove il piccolo abitava con la famiglia provano a rianimare il bimbo con manovre di deostruzione per poi partire a sirene spiegate verso il policlinico. All'arrivo la situazione è però già critica, forse già in arresto cardiaco. Il piccolo muore in ospedale dopo che i tentativi di rianimazione risultano vani. - 1 MARZO 2012: A Foggia muore un bambino di due anni ricoverato nel reparto di rianimazione degli ospedali Riuniti dal 24 febbraio dopo aver ingoiato un pezzettino di wurstel. I medici del pronto soccorso riescono a togliergli il pezzo di wurstel che non è sceso attraverso il tubo digerente. Il bambino aveva ripreso a respirare ed era stato ricoverato nel reparto di rianimazione ma le sue condizioni erano state giudicate gravissime. - 1 MARZO 2012: Viene ricoverata in gravi condizioni all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze una bimba di 6 anni, che ha ingerito parte del contenuto di una bottiglia di detersivo liquido per lavastoviglie. - 1 DICEMBRE 2011: A Manduria un bambino di due anni ingoia la crema per i pidocchi mentre gioca in bagno. Il piccolo, sfuggito al controllo dei genitori, riesce ad afferrare il tubetto della crema contro i parassiti, lo spalma su uno spazzolino e facendo finta di lavarsi i denti ingoia una parte della sostanza tossica. Quando i genitori vedono il bambino avvertire dei fastidi capiscono cosa è successo e lo portano subito al pronto soccorso dell'ospedale Giannuzzi. Il piccolo, dopo le terapie somministrate, viene tarsferito nel reparto di pediatria dello stesso ospedale per un periodo di osservazione. - 24 GIUGNO 2011: A Casarano, nel leccese, un bimbo di un anno ingoia uno dei contatti metallici che compongono una spina elettrica. Portato al pronto soccorso, viene visitato dai medici ma non c'è bisogno di ricorrere ad interventi invasivi. - 23 GENNAIO 2011: Intervento d'emergenza all'ospedale Di Cristina a Palermo su un bimbo che inghiotte una lampadina, che finisce nei suoi bronchi. Il bimbo di 10 mesi arriva da Trapani e si salva grazie a un'operazione chirurgica. - 15 NOVEMBRE 2010: A Livorno un bambino di sette anni mentre gioca nella sua casa ingerisce una moneta-giocattolo di una dimensione analoga a quella da venti centesimi. La moneta si ferma nell'esofago causando evidenti problemi al bambino. Soccorso a bordo di una ambulanza viene trasportato all'ospedale per le cure del caso. - 2 NOVEMBRE 2010: Un bambino di 3 anni muore a Santa Maria degli Angeli, vicino ad Assisi, soffocato da una castagna che mangia mentre è a cena in casa con la famiglia. Sul posto interviene il 118, ma i tentativi di rianimarlo si rivelano inutili. - 27 MAGGIO 2010: Un bambino di due anni muore al policlinico Gemelli di Roma dopo aver ingerito un confetto preso dalla borsa della madre. Il dramma si consuma nella notte del 26 maggio a Serrone, in provincia di Frosinone. A nulla valgono i tentativi di rimozione prima da parte della madre, poi del personale del 118 intervenuto dopo che i genitori disperati avevano chiamato i soccorsi. Il piccolo viene trasferito nella Capitale con una eliambulanza. Rimasto a lungo senza ossigeno, entra in coma irreversibile e muore. - 7 MAGGIO 2010: A Pozzallo, in provincia di Ragusa, un bambino di due anni, figlio di una giovane coppia, ingoia una moneta. Portato in ospedale, i sanitari del Pronto Soccorso riescono a recuperare la moneta che era ancora in gola e il bambino viene riaffidato ai familiari. La tragedia poche ore dopo toccherà suo padre, si toglie la vita ingerendo dei barbiturici.