Monza, morto dopo 3 mesi di agonia il bimbo soffocato dalla minestra
Milano, 20 mar. (Adnkronos/Ign) - E' morto nella notte tra domenica e lunedì dopo tre mesi di agonia trascorsi all'ospedale San Gerardo di Monza, il bambino di origini ghanesi soffocato da un cucchiaio di minestra. Il piccolo, poco prima di Natale, era stato ricoverato d'urgenza dopo che il cibo gli aveva occluso la trachea.
Il bimbo, subito soccorso dal 118 chiamato dalla madre, in un primo momento era stato ricoverato agli Spedali Civili di Brescia, ma in seguito era stato trasferito nel centro specializzato di Monza. Il piccolo viveva con la famiglia a Cortine di Nave, nel bresciano. La Procura di Brescia ha aperto un'inchiesta a carico della madre, indagata per omicidio colposo. Da chiarire se la morte del piccolo sia in qualche modo riconducibile alla negligenza o all'imprudenza della donna.
La notizia di questa ennesima tragedia, segue di poche ore quella che si è consumata ieri a Napoi, dove un bambino di 4 anni è morto soffocato da un boccone di mozzarella mangiato nella mesa scolastica.
Per questo l'associazione di consumatori Codacons, in una nota, evidenzia la necessità di una campagna informativa a cura del Governo sulla manovra di Heimlich e di un corso obbligatorio per insegnanti ed educatori. Il Codacons l'aveva già chiesta nel maggio del 2010 quando un bimbo di un anno morì soffocato per un boccone di pizza a Milano ed un bimbo di 19 mesi morì in provincia di Frosinone per una caramella.
L'associazione di consumatori richiede, quindi, al ministero della Salute una campagna informativa, fatta di opuscoli e spot televisivi, che mostri concretamente che fare in caso di soffocamento, di inserire queste tecniche in modo obbligatorio nei corsi pre-parto ed, infine, chiede al ministero dell'Istruzione e della Salute di organizzare corsi obbligatori per insegnanti ed educatori a tutti i livelli: dagli asili nido all'Universita', dalle colonie estive agli oratori. In queste circostanze, infatti, intervenire con immediatezza è indispensabile. La sicurezza dei bambini dipende, insomma, da quanto vengono informati e responsabilizzati gli adulti.
