Roma, 25 mar. (Adnkronos/Ign) - "La situazione è drammatica, lo hanno detto tutti. Ieri il presidente di Confindustria è stato chiarissimo. Si pensa che la crisi sia alle nostre spalle e invece è tutta davanti a noi". Lo ha detto Pier Luigi Bersani, facendo un sommario bilancio delle consultazioni dopo aver visto le delegazioni dei sindacati. Il premier incaricato, in una breve pausa, ha sottolineato: "Servirebbero miracoli" per rilanciare il Paese. Quanto a Matteo Renzi, il segretario democratico ha spiegato che non c'è stato alcun problema tra lui e il sindaco di Firenze: "Non abbiamo mai litigato". La Direzione di questa sera, ha poi chiarito, non avrà all'ordine del giorno la discussione tra piani 'A' e 'B' di governo: "Parlerò agli organismi del partito, come dovrebbe fare il segretario sempre". Direzione alla quale Renzi non parteciperà. "Bersani sta provando a formare un governo, e io spero che per il bene dell'Italia ce la faccia" ha dichiarato il sindaco di Firenze in un'intervista a 'Radio Toscana'. "La mia serietà e la mia lealtà sono fuori discussione", ha ribadito. Renzi ha poi spiegato che non andrà alla direzione nazionale del Partito democratico perché convocata all'ultimo momento, mentre lui è impegnato a Firenze. "No, per un motivo molto semplice - ha detto - E' stata convocata all'ultimo momento, e io sto a Firenze a fare il sindaco". SINDACATI DA BERSANI - "La situazione è seria, per non dire drammatica - sono state le parole del segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, al termine dell'incontro - Perdiamo migliaia posti di lavoro ogni giorno mentre nelle prossime settimane molte altre aziende chiuderanno. Serve perciò una seria riduzione delle tasse e un seria riduzione dei costi della politica''. "Siamo contrarissimi a che si torni a votare'' ha dichiarato dal canto suo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, per il quale ''bisogna fare un governo, farlo a tutti costi. Non capiamo le differenziazioni a non volersi alleare. La situazione è drammatica e la politica è l'arte dell'accordo. E' quello che fa una classe politica avveduta". Per Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, ''serve un governo che indichi alcuni cambiamenti fondamentali''. E ''la somma delle scadenze di Tares e Imu e l'aumento dell'Iva è una miccia che va disinnescata''. Bisogna ''togliere il pagamento dell'Imu sulla prima casa fino a un valore di 1000 euro'' e tra le emergenze, Camusso ha indicato ''il pagamento dei crediti delle imprese presso la pubblica amministrazione'' perché ''la risposta del governo dimissionario non rappresenta quell'immissione di liquidità necessaria'' a evitare la chiusura delle imprese e nemmeno ''una risposta corretta alla Commissione Ue''. E ancora il tema degli ammortizzatori, la necessità di ''sbloccare i fondi per gli amministratori locali''. Queste, avverte, sono le ''premesse per affrontare il tema della riforma istituzionale e delle misure per la trasparenza della politica''. Sono ''temi essenziali ma - ha messo in chiaro Camusso - non sufficienti a fermare la crisi'', per questo bisogna mettere l'accento su come si danno risposte al lavoro''. E da qui arriva la richiesta di un ''segno di cambiamento'', nel senso di ''occuparsi dell'economia reale''. RETEIMPRESE - Al termine delle consultazioni con Bersani, Carlo Sangalli, presidente di Reteimprese Italia, ha fatto sapere di aver ''ribadito l'assoluta necessità e urgenza di dare subito un governo al Paese perché questo è richiesto dalla drammatica situazione economica del paese ed è anche la richiesta delle nostre imprese che sono al collasso". Due i fronti su cui, per Reteimprese Italia, il nuovo governo deve impegnarsi; su quello istituzionale "deve ridurre i costi della politica e fare la legge elettorale; su quello economico "deve tagliare la pressione fiscale che oggi ha raggiunto livelli insostenibili per famiglie e imprese, incompatibili con il rilancio della crescita e dello sviluppo''. Nel corso del colloquio con l'associazione che rappresenta 2 mln e mezzo di piccole imprese artigiane, del commercio e dei servizi, Bersani avrebbe ribadito le preoccupazioni per le gravi difficoltà economiche nelle quali si trova il Paese e l'urgenza di dare risposte credibili e rapide. Proprio per ridare un po' di ossigeno alle imprese e alle ripresa dei consumi, Bersani avrebbe detto alla delegazione di Rete Imprese che, qualora riuscisse a trovare una maggioranza e formare il governo, punterebbe subito le risorse disponibili sul rilancio dell'economia reale.