Roma, 25 mar. (Adnkronos/Ign) - "Nonostante fossimo persone informate dei fatti, questi incontri con le forze sociali ci porta a dire che questo Paese è veramente nei guai e che sono destituite di fondamento tutte le leggerezze della discussione che c'è in giro. Leggo che abbiamo da utilizzare il dividendo dall'austerità che abbiamo avuto alla spalle: sono cose che non esistono". Lo dice Pier Luigi Bersani alla Direzione del Pd. "Soltanto tra giugno e luglio ci sono Imu, Iva, Tares e non ci sono ammortizzatori. Taccio di comuni, sanità, Sud e tutto quanto. Da questo ricavo un punto: noi dobbiamo trasmettere la verità e cioè che noi ci stiamo impegnando nei limiti delle possibilità che ci sono, a dare un governo al Paese", aggiunge Bersani. "Nei limiti anche del mandato che mi è stato affidato" dal presidente Giorgio Napolitano, "limiti che sono anche politici. Prendiamo atto di questa situazione e abbandoniamo posizioni progandistiche di chi fa la guerra la mattina e il pomeriggio parla di governissimi". "Questo doppio binario" tra il piano del governo e quello della riforme "consente a tutti di assumersi un pezzo di responsabilità davanti al Paese". "Noi -sottolinea- non chiediamo a nessuno l'impossibile. Chiediamo a Scelta Civica se un'intesa è possibile. Chiederemo ad altre forze che hanno minore disponibilità a non impedire questa soluzione". E ancora: "Chiediamo a Pdl e Lega di uscire da un clima elettorale, da cascami di campagna elettorale e arrivare a una scelta di responsabilita'". Infine, prosegue Bersani, "chiediamo al Movimento 5 Stelle se vogliono essere una comunità segregata o una forza politica che si assume la responsabilità di non impedire una soluzione per il Paese". Su Quirinale, ribadisce, non si parli di scambi. "Non mescoliamo temi ulteriori. Non possono venirmi a dire di scambi... Non portiamo le nostre istituzioni a questo livello. Siamo disponibili a ragionare, con assunzione comune di responsabilità". Ad aprire i lavori Enrico Letta che da subito ci tiene a mettere in evidenza che "qualunque tentativo dopo questo è un tentativo peggiore per l'Italia e per il Pd". "Se non prendessimo noi l'iniziativa politica, finiremmo in un cul de sac - spiega - dall'immobilismo, Grilllo può solo guadagnarci". Mentre, sottolinea il vicesegretario, se il Pd prende l'iniziativa mette il 5 Stelle in difficoltà così come è accaduto per l'elezione dei presidenti di Camera e Senato. Letta ha quindi spiegato "l'iniziativa" è quella appunto di un governo di cambiamento e del 'doppio registro', tenendo distinti governo e riforme, che "è l'unica possibilità" per cercare di avviare un esecutivo. Cosa che il Paese chiede come emerso anche dalle consultazioni, fatte da Pier Luigi Bersani: "Non si può andare avanti così, la situazione economica e sociale è quella di un Paese vicino al collasso: c'è bisogno di un governo capace di farci uscire dalla crisi". Anche perché, aggiunge Letta, l'ipotesi di precipitare verso nuove elezioni non risolverebbe la situazione: "Sappiamo che applicata a un sistema con tre forze politiche non darebbe la maggioranza a nessuno. Nuove elezioni non darebbero una soluzione". Sull'elezione del prossimo presidente della Repubblica, conclude Enrico Letta, "cercheremo il piu' ampio consenso ma non uno scambio con il governo. Sono due livelli non scambiabili".