Di Paola: "I due marò non hanno obbedito a un ordine ma a loro stessi. Un esempio"
Napoli, 28 mar. - (Adnkronos/Ign) - "Qui, in questa piazza, voglio dire a Massimiliano e Salvatore che mi scuso se non stato capace di farli stare qui con noi oggi". Lo ha detto, visibilmente commosso, il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, parlando a Napoli in occasione della cerimonia per i 90 anni dell'Aeronautica militare. "Tutte le piazze d'Italia - ha concluso Di Paola rivolgendosi idealmente ai due marò - sono con voi e per voi".
La decisione di far rientrare in India Massimiliano La Torre e Salvatore Girone "è stata una scelta collegiale di Governo, sofferta e dolorosa, ma in quel momento necessaria", ha poi spiegato Di Paola. E chiarisce: "Si è molto scritto sui giornali, sulla decisione di far rientrare i marò in India. Ci tengo a dire che non è vero che hanno impiegato cinque ore per dire di sì. E non è vero che è stato ordinato loro di farlo. L'obbedienza, nel loro caso, è stata non a un ordine, ma a loro stessi, al loro senso di responsabilità e alla parola data".
Anche Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, ha aggiunto Di Paola, "con lacerante sofferenza, sconcerto e dolore, hanno rispettato le istituzioni e la loro divisa. Hanno spinto indietro le loro emozioni e quelle delle loro famiglie". Rivolgendosi agli allievi dell'Accademia aeronautica di Pozzuoli, schierati nella piazza, Di Paola ha ammonito con voce spezzata dalla commozione: "Prima di tutto vengono il rispetto per le istituzioni, il senso di responsabilità e del dovere. Solo dopo vengono le proprie emozioni. Vale sempre, sia egli un allievo o un Capo di Stato maggiore, sia un ministro della Repubblica. E' l'esempio che ci hanno dato Massimiliano e di Salvatore, così come tanti ufficiali".
Il ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid, intanto, si è detto "dispiaciuto" per le dimissioni del suo omologo italiano Giulio Terzi. Una "decisione difficile", ha commentato Kurshid secondo quanto riferisce l'emittente Ibn, a causa della "enorme pressione dell'opinione pubblica" sulla vicenda, "come sicuramente c'è anche in India". Per Kurshid ora "è importante fare la cosa giusta sia in termini di principi che sul piano delle norme internazionali".
