Crediti imprese, monito della Ue: "Urgente pagamento debiti Pa ma rispettando target"
Roma, 4 apr. (Adnkronos/Ign) - Si dovrebbe tenere nel fine settimana il Consiglio dei ministri per il decreto sullo sblocco dei pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese. Data l'urgenza del provvedimento, l'ipotesi accreditata e' che la riunione di governo potrebbe tenersi gia' sabato o, al piu' tardi, domenica. Allo stato, i ministri non avrebbero ancora ricevuto la richiesta di rendersi reperibili ne' tantomeno la convocazione formale del Cdm.
Sull'ammontare dei soldi dovuti alle imprese, ill presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, afferma che è "già oltre i 100 mld'' la stima dei debiti accumulati dalla Pa. A questa cifra si arriva, spiega Patuelli, tramite una ''progressione aritmetica'' della cifra valutata da Bankitalia in 70 mld a fine 2010 e a ''una novantina di mld al 31 dicembre 2011''.
Dal fronte delle imprese, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, avverte: "Abbiamo veramente bisogno di avere questi soldi al piu' presto possibile perche' le nostre imprese sono in sofferenza disperata''. Squinzi è soddisfatto per lo slittamento del decreto perché "come era stato concepito nella prima stesura era assolutamente insoddisfacente. Quindi piuttosto che avere un pateracchio, meglio che ci si torni sopra e si faccia con calma''.
La Ue intanto, tiene gli occhi puntati sul nostro Paese. Per il vicepresidente della Commissione Ue per gli Affari economici, Olli Rehn, che ieri ha discusso della questione con il premier Mario Monti, il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese e' una questione della "massima urgenza" e va attuato ''assicurando il rispetto dell'uscita dell'Italia dalla procedura di deficit eccessivo''. ''La Commissione europea vede con favore l'approvazione da parte del Governo italiano di un decreto legge finalizzato ad affrontare l'urgente questione di un insopportabile debito commerciale dello Stato nei confronti delle imprese italiane'', afferma Rehn. Nel colloquio con il premier Monti, Rehn ha sottolineato che ''la Commissione supporta fortemente la rapida riduzione del debito commerciale che grava sulle imprese italiane. Questo - ha evidenziato - puo' essere fatto assicurando l'uscita dell'Italia dalla procedura di deficit eccessivo, che e' importante per la sostenibilita' delle finanze pubbliche italiane''.
E Rehn ha riconfermato ''la propria fiducia nella capacita' delle autorita' italiane ad affrontare la questione conseguentemente e urgentemente''.''I problemi economici dell'Italia - ha proseguito Rehn- sono legati alla perdita nel lungo periodo di competitivita' e alle condizioni finanziarie eccessivamente rigide per famiglie e imprese. L'accelerazione del pagamento del debito commerciale alle imprese italiane non sara' la bacchetta magica ma sara' di grande aiuto per alleviare la loro difficile situazione. Per questo vediamo la questione della massima urgenza''.
Riguardo ai dubbi sulla possibilita' che ci possa essere un problema di copertura economica a sostegno del decreto sui debiti verso le imprese, Squinzi taglia corto: ''Se c'e' un problema di copertura credo lo stiano valutando ma mi auguro di no perche', se ci fosse un problema reale di copertura, vorrebbe dire che lo Stato e la Pubblica amministrazione sarebbero al default, ma non credo che sia questa la situazione''. Il presidente di Confindustria ricorda che sta incontrando ''tutti i saggi anche singolarmente'' ed ha pero' aggiunto che ''e' chiaro che per un programma come quello che abbiamo sottoposto nel nostro documento servirebbe un governo nel pieno del suo mandato''.
Sulla questione è intervenuta anche l'ex presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha usato parole chiare e nette. "Un paese che non paga i propri debiti e' un paese incivile. Nelle prossime ore si deve procedere a un decreto netto, senza se e senza ma, che paghi le imprese in modo diretto e che - sottolinea Marcegaglia- non aggiunga ulteriore burocrazia".
