Roma, 13 apr. (Adnkronos/Ign) - I 4 giornalisti italiani trattenuti nel nord della Siria dal 4 aprile sono liberi. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri ad interim, Mario Monti, secondo quanto si legge su un comunicato della Farnesina. "Desidero ringraziare - ha affermato Monti - l'Unità di Crisi della Farnesina e tutte le strutture dello Stato che con impegno e professionalità hanno reso possibile l'esito positivo di questa vicenda, complicata dalla particolare pericolosità del contesto". Il presidente Monti, che ha seguito il caso sin dall'inizio, ha manifestato anche la sua gratitudine agli organi di informazione che hanno responsabilmente aderito alla richiesta di attenersi ad una condotta di riserbo, favorendo così la soluzione della vicenda. Fonti della Farnesina all'Adnkronos spiegano che il rientro in Italia dei giornalisti "è previsto in serata". Non è stato precisato l'orario del loro arrivo. "Siamo molto felici per come si è conclusa la vicenda", ha commentato il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, ringraziando "il Governo italiano e in particolare l'Unità di Crisi della Farnesina per il grandissimo lavoro svolto". Gubitosi ha poi ringraziato "i giornalisti dei telegiornali, delle radio, della carta stampata e del web che hanno accolto e aderito al nostro invito a rispettare il silenzio stampa funzionale alle trattative che hanno portato al rilascio dei nostri colleghi". "Siamo assolutamente felici per la loro liberazione e speriamo che questa drammatica avventura sveli anche l'eccezionale qualità di inviato di guerra di Amedeo Ricucci e che la Rai ne tenga conto", ha detto Giovanni Minoli all'Adnkronos. "Amedeo - ha evidenziato Minoli - è un uomo di grande qualità e di assoluta professionalità, oltre che un innovatore, sotto il profilo tecnologico, del modo di costruire le notizie". "Una bella giornata" per il segretario dell'Usigrai Vittorio Di Trapani. La liberazione dei quattro colleghi "ci fa tirare un sospiro di sollievo e ci fa gioire per il loro ritorno a casa. Ora più che mai vanno accesi i riflettori, in particolare della Rai, sulla Siria e su tutte le altre guerre dimenticate".