Governo, Grillo: ''Ammucchiata degna del miglior bunga bunga''
Roma, 26 apr. (Adnkronos/Ign) - "Il governo che sta nascendo è un'ammucchiata degna del miglior bunga bunga. Tutti passivi tranne uno che di bunga bunga se ne intende". Lo scrive Beppe Grillo sul blog, tornando così ad attaccare l'esecutivo che si appresta a vedere la luce nelle prossime ore.
E' "una mescolanza che sconfina nell'incesto, lettiana - dice Grillo - che ha in sé il profumo di famiglia, da Mulino Bianco dell'Inciucio".
"Zio e Nipote Letta - ricorda Grillo - si sono alternati come sottosegretari alla presidenza del Consiglio negli ultimi vent'anni. Cambiava il presidente, ma la famiglia Letta era sempre presente. A garanzia di chi? - chiede polemico il leader stellato - E' una coincidenza singolare questa successione monarchica. Una famiglia di predestinati".
Grillo ne ha anche per i media. "L'esultanza dei giornali e delle televisioni per l'ammucchiata di regime - scrive - è propria dei servi che hanno conservato il posto di lavoro. I partiti hanno evitato una Caporetto e si sono rinchiusi in un bunker, tutti assieme appassionatamente, ormai è amore. Coloro che si insultavano in campagna elettorale 'Comunisti!', 'Mai con Berlusconi!', si sono infilati insieme sotto le coperte pur di non dover rendere conto alla Nazione del loro fallimento". "Il governo minestrone avrà i peggiori odori e sapori della Seconda Repubblica e qualche resto avariato della Prima''.
"Cosa verrà dopo il bunker? Berlusconi Presidente della Repubblica incoronato dai comunisti Napolitano e capitan findus Letta, lo stoccafisso scongelato? Berlusconi ha detto 'Poco importa chi guiderà questo governo, importante che ci siano un governo e un Parlamento per approvare provvedimenti urgenti'. I suoi!", conclude Grillo.
Intanto i Cinque stelle hanno scritto una lettera alla presidente della Camera, Laura Boldrini, per chiederle di introdurre un capitolo di entrata nel Bilancio della Camera dove poter far confluire la parte degli stipendi alla quale i deputati stellati intendono rinunciare. A firmare la missiva, il vice presidente Luigi Di Maio e i due segretari di presidenza in quota 5 Stelle Riccardo Fraccaro e Claudio Mannino. "Questa è partita oggi - informa Di Maio su Fb allegando la lettera diretta a Boldrini - I nostri stipendi. Apriamo un conto e vediamo chi altro dei partiti lo fa".
"Illustrissima Presidente - si legge nella missiva - nell'ottica intrapresa dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle di voler rinunciare ad una parte spettante degli emolumenti, incluse le indennità di funzione dei membri dell'Ufficio di Presidenza (vice presidente, segretari, questori), si richiede, al fine di poter depositare tali somme eccedenti su un fondo controllato da ente terzo, in maniera trasparente, con fini da determinare di comune accordo, di aprire nel Bilancio della Camera un nuovo capitolo di entrata con denominazione apposita, in cui far confluire, su base volontaria, la quota che ogni deputato, appartenente a qualsiasi Gruppo, riterrà più opportuna destinare".
