Attentato Brindisi, Vantaggiato al processo "Non volevo far del male alle ragazze"
Brindisi, 2 mag. - (Adnkronos/Ign) - "Non volevo far del male alle ragazze". Lo ha detto Giovanni Vantaggiato, unico imputato al processo per l'attentato esplosivo davanti alla scuola 'Morvillo-Falcone' di Brindisi, il 19 maggio del 2012, costato la vita alla 16enne Melissa Bassi.
Incalzato dalle domande dei pubblici ministeri, Vantaggiato in aula ha spiegato che "voleva mettere la bomba nelle vicinanze del Tribunale ma nei pressi dell'edificio - ha sostenuto - c'erano troppe telecamere e rinunciai". E cosi' avrebbe deciso di collocarle nel cassonetto vicino alla scuola che si trova effettivamente a un isolato di distanza dal palazzo di giustizia.
"Ho fatto tutto da solo, ho imparato a costruire gli ordigni esplosivi sulle pagine dell'enciclopedia. Ho usato nitrato di potassio, zolfo e carbone" ha detto Vantaggiato. "Quando ho visto che c'era un signore, che stava sul marciapiede e stava controllando il cassonetto parlando con alcune ragazze, mi sono bloccato e ho aspettato ma non mi sono accorto che arrivavano altre ragazze. Volevo fare un gesto dimostrativo, ecco perché l'ho fatto di giorno", ha risposto alle domande del pm che gli faceva notare come se questo fosse stato il suo obiettivo lo avrebbe fatto di notte quando collocò le bombole nel cassonetto.
Ma lui ha replicato che non voleva fare del male a nessuno, altrimenti, avrebbe premuto il telecomando quando quel signore, forse il bidello, si era avvicinato al cassonetto. Il pm ha pure contestato che durante le fasi delle indagini preliminari l'uomo ammise di aver premuto una seconda volta il telecomando a distanza perché gli sembrava che la prima volta non era riuscito ad azionare l'ordigno.
La Corte d'Assise del Tribunale di Brindisi ha deciso di rinunciare all'ascolto come testimone di Cosimo Parato, la vittima del primo attentato di cui è accusato Giovanni Vantaggiato. La Corte, dopo una camera di consiglio di circa un'ora, ha ritenuto superfluo l'esame di Parato che per sette volte non si è presentato a deporre creando un ostacolo alla speditezza del processo e quindi ha revocato l'ordinanza di ammissione delle prove riguardante l'esame di Parato.
