Ingroia lancia il movimento 'Azione civile': ''Passo indietro se resterò in magistratura''
Roma, 2 mag. (Adnkronos) - Antonio Ingroia ricomincia da Azione Civile. "Da oggi - ha spiegato Ingroia in una conferenza stampa - si chiude l'esperienza di Rivoluzione Civile e si apre il cammino di Azione Civile. La vita di Rc era legata all'appuntamento elettorale del 24 e 25 febbraio e ha raccolto un risultato deludente e inadeguato".
"Questo - ha aggiunto l'ex pm di Palermo - è avvenuto in parte per il poco tempo avuto a disposizione per radicare il movimento, in parte per la totale preclusione nei nostri confronti dei possibili-potenziali alleati, in parte perché il messaggio di novità che Rc voleva proporre è stato raccolto come se Rc fosse un cartello elettorale. Dobbiamo riconoscere i nostri errori: non siamo riusciti a costruire un movimento politico unitario e radicato sul territorio".
Così, di comune accordo, i soci fondatori (Antonio Di Pietro, Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Leoluca Orlando, Luigi de Magistris e Angelo Bonelli), hanno liquidato l''impresa' e chiuso la fase di Rivoluzione Civile. Tuttavia, ha proseguito Ingroia, "il risultato elettorale molto deludente, non affossa il progetto che riparte e continua con Azione Civile, la cui natura è di un movimento civico che vuole stimolare il protagonismo dei cittadini che hanno voglia di partecipare al rinnovamento della politica".
"Dall'esperienza di Rc - ha affermato ancora Ingroia - ho imparato molto, a partire dalla convinzione che Azione Civile debba agire come un movimento civico puro. Da oggi iniziamo la campagna di adesione e ci rivolgiamo a chi crede in un'Italia più giusta, più equa, secondo principi giustizia sociale e giuridica. Il programma di Rc diventa il programma di Ac. In questo percorso sarò accompagnato dai candidati della società civile che si sono presentati alle elezioni con Rc".
"Azione civile non vuole essere un altro movimento politico che si aggiunge ai tanti partiti e partitini che affollano il centro sinistra o l'area progressista. Intendiamo costruire una casa comune dei cittadini che vogliono cambiare l'Italia e per ottenere questo obiettivo non possiamo rinchiuderci in un recinto identitario. Stiamo preparando un documento politico che chiameremo 'per una rivoluzione democratica'".
"Il dato più importante emerso dalle elezioni politiche, è che né i partiti, né i movimenti approdati in Parlamento, compreso 5 Stelle, sono riusciti a raccogliere la richiesta di cambiamento. In particolare - ha spiegato - credo che la risposta arrivata dal Pd con la costituzione del governo Letta, sia stata del tutto inadeguata. La stessa cosa si può dire per M5S che si è chiuso nel proprio recinto rifiutando ogni tipo di confronto". Primo step del percorso di strutturazione di Ac, ci sarà il 22 giugno con un'assemblea nazionale.
Riguardo al suo destino personale Ingroia ha fatto capire che se i ricorsi presentati sulla destinazione alla procura di Aosta e sulla nomina alla guida della società regionale Riscossione Sicilia dovessero essergli sfavorevoli, si dedicherebbe a tempo pieno alla politica.
"Per rispetto verso il Tar - ha dichiarato Ingroia in una conferenza stampa per la presentazione di Azione Civile - che sta ancora decidendo sul contenzioso tra me e il Csm e per rispetto delle decisioni che il Csm deve ancora prendere riguardo alla nomina al vertice della società Riscossione Sicilia Spa, non mi sembrerebbe giusto assumere posizioni chiare e nette".
"Tuttavia - ha continuato Ingroia - penso che i tempi della politica e la richiesta che è venuta dai sostenitori di Azione Civile, siano così forti che non è possibile aspettare i tempi decisionali miei, del Tar e del Csm. Ecco perché dico che l'attività di Azione civile deve andare avanti con le proprie gambe e non può aspettare le sorti o il destino professionale del sottoscritto".
"In questo momento - ha continuato il magistrato - non sto svolgendo alcuna funzione giudiziaria o attività politica, fatto salvo questo intervento che sto facendo per comunicare il nuovo percorso del movimento. Se rientrerò in magistratura è ovvio che dovrò fare un passo indietro rispetto alla politica, se invece il Csm dovesse continuare a ritenere che io debba essere destinato alla procura di Aosta e il Tar non dovesse darmi ragione, è chiaro che io dovrò trarne le conseguenze e avrò più tempo per dedicarmi alla politica".
"La mia storia di magistrato può avere senso - e lo dico con il massimo rispetto per i colleghi della procura di Aosta - soltanto se riprenderò a svolgere le funzioni legate alle mia attività specifica di magistrato antimafia e ad Aosta non c'è una procura distrettuale antimafia. Ci sono state delle petizioni, degli appelli da parte di associazioni di cittadini che hanno chiesto al Csm di destinarmi alla procura nazionale antimafia: se questo fosse accaduto - ha concluso Ingroia - le mie determinazioni sarebbero state diverse, ma non mi sembra l'orientamento attuale del Csm".
