Roma, 3 mag. (Adnkronos/Ign) - Serve una ''figura in grado di dare garanzie a tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento e temo che il senatore Berlusconi non sia fra questi". Il viceministro all'Economia Stefano Fassina, intervistato dal Tg3, 'boccia' la candidatura di Silvio Berlusconi alla guida della Convenzione per le riforme . Al viceministro replica il vicepresidente dei senatori del Pdl, Giuseppe Esposito: Fassina ''dovrebbe trarre le conseguenze delle sue affermazioni'', perché, ''alla luce del risultato elettorale di sostanziale parità fra le due maggiori coalizioni e dell'attuale appartenenza delle massime cariche dello Stato, è infatti evidente che la guida della Convenzione sulle riforme è naturalmente da attribuirsi al centrodestra senza veti né preclusioni di alcun tipo, a cominciare dal presidente Berlusconi". Gli fa eco Fabrizio Cicchitto, secondo cui la presidenza ''deve essere attribuita a un'autorevole personalità del centrodestra'', anche perché ''tutte le cariche di rilievo politico istituzionale sono state ricoperte da esponenti della sinistra". "E' sbagliato - conclude - esercitare sulla Convenzione delle preclusioni ad personam". Per Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, "a Berlusconi va riconosciuto il merito politico di saper rappresentare milioni di italiani'' e ''il Pd sbaglia a porre pregiudiziali. Proseguiamo piuttosto con spirito collaborativo e andiamo al merito delle questioni". ''Continuare ogni giorno a porre veti su qualsiasi questione non contribuisce al clima di dialogo'' è la posizione espressa anche da Barbara Saltamartini (Pdl), che definisce ''del tutto inappropriate le dichiarazioni di autorevoli rappresentanti del Pd sull'opportunità che Berlusconi presieda o no la Convenzione per le riforme''.