Roma, 9 mag. (Adnkronos) - Senza crescita l'Italia non ha futuro e tocca ora al Governo e alla politica fare fino in fondo la propria parte per invertire la rotta. E' il presidente di Rete Imprese Italia Carlo Sangalli ad avanzare al nuovo esecutivo ''una richiesta esigente e severa di cambiamento'' nella sua relazione all'assemblea dell'associazione. Citando il titolo del Manifesto di Rete Imprese Sangalli dice "adesso tocca a voi, perché le imprese, da sole, non ce la fanno più". Tocca quindi ''al governo ed alla politica fare la propria parte: tutta e sino in fondo. Tocca per esempio - afferma - al governo ed alla politica tutta incalzare il processo di costruzione di un'Europa politica. Perché il contrasto della recessione e della disoccupazione richiedono, insieme, più Europa ed un'Europa diversa'' che parta ''dalle ragioni dell'economia reale e della crescita e che, per questo, scelga senza tentennamenti di sostenere investimenti e domanda interna'', scandisce Sangalli. Nella certezza che ''senza crescita non c'è futuro: non c'è occupazione e coesione sociale e territoriale, e non c'è neppure risanamento strutturale della finanza pubblica'' Sangalli sottolinea come non si può avere la crescita senza investimenti. ''Per questo - dice - sarebbe giusto chiedere all'Europa di non inserire gli investimenti pubblici produttivi nel computo dei saldi di bilancio''. Rete Imprese chiede poi al Governo di spingere l'acceleratore sulle riforme indicando quattro priorità: fisco, credito, semplificazione, lavoro. La prima delle quattro priorità che indica Rete Imprese è quella del fisco per cui si chiede di mettere mano ad un processo ''di riduzione dei livelli record di pressione fiscale, bonificando la spesa pubblica senza timidezza alcuna, con l'avanzamento del processo di controllo, riqualificazione e riduzione; contrastando evasione ed elusione fiscale; e muovendo dalla riduzione del cuneo fiscale e contributivo sul costo del lavoro''. Occorre poi '''disinnescare' la miccia del micidiale combinato (mal) disposto fiscale dell'estate ormai alle porte: la miccia, cioè, dell'ulteriore aumento dell'Iva, del debutto della Tares e del pagamento dell'Imu''. In particolare Sangalli chiede che l'Imu sia ''esclusa dagli immobili strumentali all'attività di impresa, estendendo subito anche a questi immobili la sospensione del versamento della rata di giugno ipotizzata per le abitazioni civili''. ''Per trovare le risorse, non si esiti - afferma - sul versante delle dismissioni di patrimonio pubblico: per abbattere il debito e per liberare risorse a sostegno della crescita''. La richiesta è poi quella di rivedere ''le maglie troppo strette del patto di stabilità interno''. Sangalli chiede che ''si faccia leva sui fondi comunitari e si liberino risorse per gli investimenti infrastrutturali: partendo da quanto risulta utile alla maggiore efficienza del sistema dei trasporti e della logistica''. In tema di credito Sangalli chiede ''urgenti misure operative'' per le ''persistenti e addirittura crescenti difficoltà nell'accesso'' da parte delle piccole e medie imprese. ''Intanto - afferma - si potenzi il nostro Fondo Centrale di Garanzia, si sostengano i consorzi di garanzia fidi e si fronteggi l'emergenza liquidità, assicurando il tempestivo pagamento dei crediti delle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni''. Il terzo punto del Manifesto di Rete Imprese riguarda la semplificazione: ''Si abbattano i costi della burocrazia''. Si semplifichi ''l'architettura istituzionale ed amministrativa di Stato, Regioni ed Enti locali, sanando ridondanze e conflitti di competenze'' e ''si lavori per il contrasto della corruzione e per l'efficienza della giustizia''. Infine, ultimo e quarto punto di un'agenda in cui ''purtroppo non vi è nulla di nuovo'' è il lavoro. La richiesta è quella di rivedere ''le più recenti restrizioni normative in materia di flessibilità in entrata e si mettano in campo tutte le misure utili ad incentivare l'occupazione dei giovani e delle donne. Si migliori il collegamento tra istruzione, formazione, ricerca e mondo del lavoro'', chiede Sangalli. Per ridurre il costo del lavoro e l'emersione del lavoro nero, si pensi ''a creare incentivi all'occupazione''. Infine ''si faccia il punto sulla vicenda 'esodati' e si dia risposta all'emergenza del rifinanziamento della cassa integrazione in deroga'', afferma.