Roma, 9 mag. - (Adnkronos/Ign) - Nuovo allarme sulla frenata del Pil della Bce. Dall'indagine Survey of Professional Forecasters (Spf) pubblicata nel bollettino mensile diffuso dall'Eurotower emerge infatti che il prodotto interno lordo dovrebbe registrare un calo dello 0,4% nel 2013 per poi tornare a crescere dell'1% nel 2014. Rispetto all'indagine precedente le stime sono riviste al ribasso di 0,4 e 0,1 punti percentuali. "Questi fattori potrebbero ripercuotersi sul clima di fiducia e quindi ritardare la ripresa economica", prosegue l'Istituto di Francoforte che tuttavia, aggiunge, "la riduzione dei tassi di interesse dovrebbe contribuire a sostenere le prospettive di ripresa nel prosieguo dell'anno" e "la politica monetaria resterà accomodante fino a quando necessario". Confermate invece le previsioni per il 2015, quando le stime prevedono una crescita del +1,6%, che arriva a +1,8% nel 2017. Stando analisti della Banca centrale europea, il principale fattore all'origine delle revisioni al ribasso per il 2013 è la debolezza economica emersa nell'ultimo trimestre del 2012 e nella prima parte del 2013. Le correzioni al ribasso per il 2014 sono, in media, lievi e attribuibili principalmente a effetti di trascinamento prodotti dai valori inferiori previsti per il 2013. Nel documento, la Bce conferma anche la preoccupazione per la disoccupazione nell'area euro, in continuo peggioramento. "Il tasso nel 2013 è atteso in crescita al 12,3% contro 12,1% stimato in precedenza. Nel 2014 dovrebbe scendere al 12,2% (contro 11,9% stimato in precedenza)", scrive l'Eurotower, spiegando che "i più colpiti sono i giovani e i lavoratori a bassa qualificazione". Secondo l'istituto centrale presieduto da Mario Draghi, per riportare il rapporto debito/pil dell'area dell'euro ''su un percorso discendente", è fondamentale che i governi non vanifichino gli sforzi per ridurre i disavanzi di bilancio, bensì "intensifichino l'attuazione delle riforme strutturali a livello nazionale, basandosi sui progressi compiuti nel risanamento dei conti pubblici e proseguendo le ricapitalizzazioni bancarie ove necessario". Tali riforme strutturali, aggiunge la Bce, ''dovrebbero essere tese a migliorare la competitività e la capacità di aggiustamento, nonché a promuovere la crescita sostenibile e l'occupazione''. I dati sul disavanzo e sul debito notificati in primavera dai paesi dell'area dell'euro, osserva la Bce, indicano che il rapporto medio tra disavanzo pubblico e pil è diminuito dal 4,2% del 2011 al 3,7 del 2012. Nello stesso periodo il debito pubblico è aumentato in media dall'87,3 al 90,6% del pil. L'Eurotower sollecita infine una rapida attuazione dell'unione bancaria: ''Il futuro meccanismo di vigilanza unico e il meccanismo di risoluzione unico'' rappresentano per il Consiglio direttivo della Bce ''elementi d'importanza cruciale per una rinnovata integrazione del sistema bancario''.