Inflazione, i rincari colpisco le famiglie più 'povere': +20,2% in 7 anni
Roma, 10 mag. (Adnkronos/Ign) - L'inflazione pesa di più sulle famiglie che spendono meno, sostanzialmente quelle più 'povere'. A rilevarlo è l'Istat, che evidenzia come, tra il 2005 e il 2012, la variazione dei prezzi per le famiglie con livelli di spesa più bassi è stata del 20,2%, a fronte del +16,0% registrato per le famiglie con la spesa più alta e del +17,5% dell'Ipca generale. Un "gap" pari a 4,2 punti percentuali. Un trend che si conferma anche nel primo trimestre del 2013.
Per sviluppare l'indagine l'Istat ha diviso in cinque gruppi le famiglie in Italia in base alla spesa media mensile, dalla più bassa alla più alta. Rispetto ai primi tre mesi del 2012, l'inflazione per le famiglie dei diversi quinti di spesa si è distribuita in un intervallo compreso tra il +2,5% del primo quinto (spesa mensile più bassa) e il +1,8% dell'ultimo (quella più alta). Nello stesso periodo l’indice dei prezzi al consumo generale ha segnato un +2,1%.
Le distanze tra le varie tipologie di famiglie si sono allargate nel 2008 e tra ottobre 2011 e ottobre 2012: quando, cioé, l'accelerazione dell'inflazione ha portato la variazione dell'indice IPCA vicina o al di sopra della soglia del 3%. Le famiglie con il livello di spesa più basso, nel 2008, hanno subìto un’inflazione pari al 4,4%, quelle al loro opposto del 3,1%: uno 'spread' inflazionistico di 1,3 punti. Andamenti spiegabili, in larga parte, con le forti oscillazioni dei prezzi dei beni energetici e beni alimentari, il cui impatto sui bilanci familiari è particolarmente rilevante per le famiglie dei primi quinti di spesa, soprattutto nelle fasi di accelerazione dell'inflazione.
