Roma, 28 mag. (Adnkronos) - "Mi auguro che ci possa essere lo sblocco del rinnovo dei contratti dal 2015, dipende da come andrà l'economia del Paese". Lo ha affermato il ministro della Pubblica amministrazione, Gianpiero D'Alia, a proposito del blocco dei contratti deciso dal precedente governo e confermato dal governo Letta. Tuttavia "ciò non toglie che al tavolo con i sindacati della prossima settimana - ha continuato il ministro - si possa discutere anche di questo per cercare un percorso che possa introdurre novità sul rinnovo. Possiamo cominciare a discutere sulla parte normativa del contratto", ha affermato. "Le risorse per i contratti non ci sono - ha ribadito D'Alia - perché ci sono altre priorità come il lavoro e il fisco. Il blocco dei contratti è un grosso sacrificio per i dipendenti pubblici - ha ammesso - ma fa parte dei sacrifici che stanno facendo tutti gli italiani". Lo slittamento della convocazione dei sindacati prevista oggi è dovuto solo a "un rinvio solo tecnico per alcune esigenze sia nostre che dei sindacati", ha poi spiegato lo stesso ministro. "Le riforme importanti si devono attuare con il consenso e con la complicità dei lavoratori e per fare questo c'è la necessità di aprire un tavolo serio e sereno con le organizzazioni sindacali - ha sostenuto - e ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità". "In questo momento di ristrettezza economica - ha aggiunto - bisogna fare squadra ed essere solidali per migliorare il settore pubblico che significa offrire ai cittadini più servizi e al paese prospettive di sviluppo". "La fase della spending review che parte con la riqualificazione della spesa e una valutazione dell'efficienza dei servizi al cittadino inizia ora - ha sottolineato -. Sono stati fatti una serie di tagli lineari che non hanno fatto bene alla pubblica amministrazione". Inoltre, secondo il ministro, "con il blocco del turn over abbiamo invecchiato la pubblica amministrazione e incentivato il precariato, dobbiamo invertire questa tendenza". D'Alia ha quindi spiegato che occorre andare "nella direzione dell'efficienza e della trasparenza. Credo che il futuro sia legato alla trasparenza in quanto una maggiore trasparenza significa prevenzione nella lotta alla corruzione". Infine, il ministro ha sottolineato che nella pubblica amministrazione "i dipendenti giovani sono ancora pochi, l'organizzazione territoriale del settore pubblico non è equilibrata, nonostante tutto questo abbiamo grandi professionalità e grandi risorse umane che vanno incentivate, valorizzate e separate da chi, invece, non ha voglia di fare nulla".