Letta: "18 mesi per fare le riforme" Senato: sì a mozione maggioranza
Roma, 29 mag. (Adnkronos/Ign) - "Questi 18 mesi devono essere il tempo in cui termina il percorso complesso" delle riforme. Lo ha detto Enrico Letta, parlando al Senato nel dibattito sulle riforme. "Un'occasione storica, di quelle che dobbiamo e possiamo cogliere fino in fondo. Ci giochiamo la credibilità tutta delle Istituzioni e della politica nei confronti dei cittadini. Sono convinto che non sprecheremo questa grande occasione. E' alla nostra portata" la possibilità di avere istituzioni con "maggiore capacità di decisione, di rappresentatività, di essere europee nella loro efficacia e nella loro capacità decisionale".
Nel percorso delle riforme ci sarà anche una "consultazione anche attraverso la rete" dei cittadini. Lo ha detto Enrico Letta, parlando al Senato nel dibattito sulle riforme. "Dovrà esserci un percorso con tutti i cittadini che vogliono essere nel processo riformatore", ha spiegato il presidente del Consiglio.
"Sono abbastanza stupito, noi siamo aperti al confronto ma apprendo con rammarico che la scelta di Sel è di votare contro la mozione della maggioranza", ha poi detto Letta. "Ascolterò con molta attenzione per capire il perché, ma questa scelta non può che portarmi a dire che non può che essere contrario il parere sulla mozione di Sel", ha spiegato il presidente del Consiglio aggiugendo: "Ritengo ci fossero tutte le condizioni per una scelta differente" da parte di Sel.
Nodo intrigato resta quello della riforma elettorale, dove ora è scontro sulla mozione Giachetti per il ritorno al Mattarellum. Proposta su cui il governo è pronto a esprimere parere negativo in Aula, alla Camera, Il testo Giachetti riguarda il merito della legge elettorale, mentre la mozione di maggioranza non prende in considerazione la questione e per questo motivo il governo è orientato a dire no.
Il Senato ha poi dato il via libera alla mozione di maggioranza sulle riforme, primi firmatari Schifani e Zanda, con 224 sì, 61 no e 4 astenuti.
In precedenza, l'aula di palazzo Madama aveva approvato la mozione della Lega (Calderoli), che aveva avuto parere favorevole del governo, con 224 sì e 59 no e anche la mozione Zeller, approvata per alzata di mano. Il Senato aveva invece bocciato la mozione del M5S (Crimi) con una serie di voti separati.
