Roma, 30 mag. (Adnkronos) - A maggio la produzione industriale è scesa dello 0,1% rispetto al mese precedente. E' il dato rilevato dal Centro Studi Confindustria che ricorda come ad aprile è stato stimato un incremento dello 0,2% su marzo. In maggio, la distanza dal picco di attività pre-crisi (aprile 2008) si attesta a -24,6%. La produzione, calcolata al netto del diverso numero di giornate lavorative, è diminuita in maggio del 3,2% rispetto a maggio 2012; in aprile si era avuto un calo del 3,6% sullo stesso mese dello scorso anno. Gli ordini in volume hanno registrato in maggio una flessione dello 0,4% su aprile e del 3,0% su maggio 2012. In aprile erano diminuiti dello 0,7% su marzo e del 3,9% su aprile 2012. In maggio, la variazione congiunturale acquisita per il secondo trimestre del 2013 è di -0,7%. Per i prossimi mesi gli imprenditori manifatturieri italiani si attendono un lieve progresso dell'attività rispetto all'attuale fase di estrema debolezza: l'indagine Istat segnala in maggio un miglioramento dei giudizi sugli ordini totali (saldo a -44 da -45), per effetto di un incremento sia della domanda interna (-48 da -50) sia di quella estera (-31 da -32). Le attese sul livello a tre mesi di produzione e ordini sono anch'esse migliorate ma dai livelli molto bassi toccati in aprile. Diffusi oggi anche i dati Istat sui prezzi alla produzione dei prodotti industriali. Ad aprile l'indice è diminuito dello 0,4% rispetto al mese precedente e dell'1,0% rispetto ad aprile 2012. I prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno presentano variazioni negative dello 0,5% rispetto a marzo e dell'1,1% su base tendenziale. Al netto del comparto energetico si registra una diminuzione dello 0,1% sul mese precedente e un incremento tendenziale dello 0,2%. I prezzi dei beni venduti sul mercato estero segnano una variazione negativa dello 0,1% sul mese precedente (-0,1% per l'area euro e stazionarietà per l'area non euro). In termini tendenziali si registra una diminuzione dello 0,8% (-1,2% per l'area euro e -0,5% per quella non euro). In termini di contributi settoriali alla dinamica tendenziale il più rilevante, con riferimento al mercato interno, risulta quello del comparto energetico, pari a -1,5 punti percentuali. Sul mercato estero i contributi maggiori derivano dai beni intermedi per l'area euro (-0,7 punti percentuali) e dall'energia per quella non euro (-0,8 punti percentuali). Il settore di attività economica per il quale si rileva la diminuzione tendenziale dei prezzi più marcata è quello della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati, con diminuzioni del 7,0% per il mercato interno e del 12,1% per il mercato estero.