Siria, tre occidentali uccisi dall'esercito. Tra le vittime una 33enne americana
Beirut, 31 mag. - (Adnkronos/Ign) - Tre occidentali sono stati uccisi dall'esercito siriano nel nordovest della Siria. Lo ha riportato l'Osservatorio siriano dei diritti umani. I tre, stando a quanto reso noto dal direttore Rami Abdel Rahmane lasciando intendere che stavano aiutando i ribelli, erano in possesso di ''mappe di postazioni militari'' e sono stati uccisi mercoledì dopo essere stati sorpresi a scattare fotografie di siti militari lungo la strada tra Harim, vicino al confine con la Turchia, e la città di Idlib.
Le vittime sono Nicole Mansfield, 33 anni, originaria del Michigan, convertita all’Islam, un britannico di 23 anni, Ali Manasifi, anch’egli di fede musulmana, e un terzo occidentale di cui non si conosce ancora la nazionalità.
Sposata con un immigrato arabo, la Mansfield è stata presentata dalla televisione siriana come una terrorista, membro del gruppo al Nusra, collegato ad al Qaeda ed ha mostrato la fotografia della patente di guida della donna, che appare ritratta con il velo, recante l'indirizzo di Flint, la città vicina a Detroit sede storica della General Motor dove è presente una delle principali comunità islamiche americane. "Questo è disgustoso, non credo che fosse una terrorista, ma questo solo Dio lo sa" ha dichiarato una zia al giornale di Detroit Free Press, raccontando di essere stati informati ed interrogati ieri notte dagli agenti dell'Fbi.
Figlia di un operaio della General Motors, Nicole è stata cresciuta nella fede battista. Alcuni anni fa si è innamorata di un immigrato arabo che ha poi sposato, convertendosi all'Islam ed iniziando ad indossare il hiijab. La coppia ha poi divorziato, dopo che l'uomo - di cui i familiari di Nicole sostengono di non sapere il nome - non è riuscito ad ottenere la green card, cioè il permesso di soggiorno permanente. Il divorzio però non ha intaccato la fede islamica di Nicole che ha continuato ad indossare il velo sostenendo, di fronte alle domande e alle proteste dei familiari, "che quello fosse il miglior modo di essere un buon musulmano: le donne devono indossare il velo ed avere sempre il capo coperto", spiega la nonna Carole Mansfield.
Rimasta incinta quando ancora era al liceo, Nicole ha dovuto abbandonare la scuola. In seguito riuscì a prendere un diploma come assistente a domicilio degli anziani lavoro che ha fatto per 10 anni. "Era buona, ma anche debole di carattere, credo che le abbiano fatto il lavaggio del cervello" aggiunge la nonna che non sa quando o perché la nipote sia partita per la Siria.
Non hanno notizie della Mansfield neanche all'United for Free Syria, organizzazione che sostiene i ribelli che ha sede a Flint: la presidente Muna Jondy afferma di non aver mai sentito il suo nome, ma anche invita a prendere con la dovuta cautela le informazioni che arrivano dell'emittente del regime siriano.
Intanto, secondo quanto scrivono i quotidiani russi Vedomosti e Kommersant, i sistemi di difesa anti aerea avanzati S-300 - che ieri Assad in un'intervista alla tv al-Manar ha lasciato intendere di aver già ricevuto - non sarebbero ancora stati consegnati a Damasco. Il primo giornale cita una fonte dell'industria della difesa russa secondo la quale non è chiaro se gli armamenti verranno consegnati quest'anno al regime siriano di Bashar al-Assad. Stando a Kommersant, invece, la consegna è prevista per il secondo trimestre del 2014.
