Milano, 3 giu. (Adnkronos) - ''Nel corso di questo processo abbiamo pensato di generare del fastidio come difensori''. Lo afferma Niccolò Ghedini, uno dei legali di Silvio Berlusconi, nel corso della sua arringa difensiva al processo Ruby. ''Analogo fastidio - aggiunge - non sembra ingenerare nei giudici la Procura della Repubblica''. Parlando delle requisitorie dei pubblici ministeri, Ghedini sottolinea che il pm Antonio Sangermano ''ha parlato di un altro processo'', accusando il collegio dei giudici di mostrare ''una vicinanza culturale'' alla Procura. Inoltre, "se Berlusconi ha parlato di Ruby in una cena istituzionale è naturale che pensasse fosse egiziana" sostiene Ghedini. Facendo riferimento alla cena del 19 maggio 2010, a cui partecipò insieme alle massime autorità egiziane anche l'allora ministro degli Esteri Franco Frattini, l'ex premier - secondo Ghedini - avrebbe fatto riferimento anche alla vicinanza della ragazza con l'allora presidente Mubarak. ''Per noi la soluzione deve essere l'assoluzione perché il fatto non sussiste'' dice il legale di Berlusconi, riferendosi al reato di concussione, uno dei due reati insieme alla prostituzione minorile per cui l'ex premier è imputato nel processo. Secondo Ghedini, ''non sempre le azioni compiute da pubblici ufficiali possono essere considerati reati contro la pubblica amministrazione. Possono anche essere azioni umane''.