Ginevra, 3 giu. (Adnkronos/Labitalia/Ign) - "All'Italia servono circa 1,7 milioni di nuovi posti di lavoro per riportare il tasso di occupazione ai livelli pre crisi". E' quanto emerge dal Rapporto Ilo sul mondo del lavoro 2013. Dopo il periodo 2011 ed inizio 2012 in cui i livelli di occupazione sono rimasti stabili, in Italia, nella seconda metà del 2012, la perdita di posti di lavoro ha segnato una accelerazione: sono stati persi quasi 100.000 posti nei due ultimi trimestri. Nel quarto trimestre del 2012, gli occupati erano diminuiti di oltre 48.000 rispetto al trimestre precedente. Inoltre, a partire dal secondo trimestre del 2008, l'economia italiana ha perso circa 600.000 posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è aumentato regolarmente a partire dall'inizio della crisi. Dal 6,1% nel 2007, il tasso di disoccupazione è aumentato quasi ininterrottamente per raggiungere l'11,2% nel quarto trimestre 2012. In Italia, si legge nel Rapporto, la sfida della ricerca di un posto di lavoro è stata particolarmente difficile per i giovani tra 15 e 24 anni: il tasso di disoccupazione di questa fascia di età è salito di 15 punti percentuali ed ha raggiunto il 35,2% nel quarto semestre 2012. L'occupazione precaria (contratti involontari a tempo determinato o part-time) si è diffusa largamente. A partire dal 2007, il numero dei lavoratori precari è aumentato di 5,7 punti percentuali ed ha raggiunto il 32% degli occupati nel 2012. La percentuale dei contratti a tempo determinato sull'insieme dei contratti precari è probabilmente aumentata a seguito della riforma Fornero. Il Rapporto dice anche che i lavoratori giovani, in Italia, non devono prendere il posto di quelli più anziani. "Qualora si considerino le recenti proposte di condivisione del lavoro tra lavoratori giovani e anziani - si legge - è importante notare che i giovani non devono prendere il posto degli adulti nel mercato del lavoro. Infatti, il contatto con lavoratori più sperimentati attraverso il tutoraggio può fornire consigli, istruire alle buone pratiche sul luogo di lavoro, aiutare a dissipare i malintesi riguardo ai giovani". "Tuttavia - sostiene il Rapporto - il governo dovrebbe considerare altri mezzi per sostenere l'occupazione giovanile, come ad esempio: il sistema di garanzia per mantenere i giovani dentro il mercato del lavoro; incentivi all'assunzione di giovani più svantaggiati (disoccupati di lunga durata o giovani poco qualificati); borse di formazione; e sforzi per migliorare la corrispondenza delle competenze (skills matching)". E ancora, "monitorare le forme atipiche di occupazione". Per l'Ilo "sarà importante monitorare e valutare la recente proposta di ridurre di un terzo il periodo di interruzione tra due contratti successivi a tempo determinato. Siccome l'occupazione precaria è in continuo aumento, sarebbero necessari maggiori sforzi per incentivare la trasformazione di contratti a tempo determinato in contratti di lavoro fisso".