Roma, 5 giu. - (Adnkronos) - Dal 2007 al 2012 il numero di occupati nel manufatturiero italiano è sceso del 10%. Un calo "rilevante" di oltre 540 mila lavoratori che rischia di ingrossarsi ancora e superare quota 730mila, la stessa che si registro' tra il 1980 e il 1985. E' il Centro studi di Confindustria a valutare l'impatto occupazionale del calo della base produttiva industriale. "Il manufatturiero ha lo stesso valore del Colosseo, di San Pietro e di Pompei", dice il capo economista di Confindustria, Luca Paolazzi, presentando il rapporto. Ma ammonisce: "Nulla ci garantisce che continui a stare in piedi. Quello che è successo a Pompei può accadere al manufatturiero". L'industria manufatturiera, d'altra parte, "è un bene prezioso consegnatoci da chi è venuto prima di noi. Non ci arriva come una dote naturale , come il petrolio nel sottosuolo", aggiunge. 55mila imprese in meno: dal 2009 al 2012 sono state circa 55 mila le imprese italiane che hanno chiuso i battenti. Nei settori farmaceutico, tessile, pelletteria e abbigliamento le cessazioni maggiori. In negativo di 32 mila imprese, pari al -8,3%, anche il saldo tra nate e morte in 4 anni. Credit crunch: il credit crunch minaccia la sopravvivenza di un numero sempre più vasto di imprese. "I prestiti bancari alle imprese si sono fortemente ridotti", denuncia. Nel marzo 2013, dice, lo stok di prestiti e' stato inferiore al 5% sul 2011, pari ad una perdita di 50 mld di euro. Nell'industria la perdita e' stata di 26 mld tra il 2011 ed il 2013.