Roma, 12 giu. - (Adnkronos) - Andamento stabile per l'inflazione che a maggio 2013 registra una variazione nulla rispetto al mese precedente e aumenta dell'1,1% nei confronti di maggio 2012. Lo comunica l'Istat ricordando come la stima provvisoria era +1,2%. L'inflazione acquisita per il 2013 è pari all'1,0%. L'istituto di statistica segnala comunque come la stabilità dell'inflazione sia il risultato di spinte al rialzo e al ribasso dei prezzi di diverse tipologie di prodotti, che si compensano tra loro, in un quadro generale di attenuazione delle tensioni inflazionistiche. Le spinte al rialzo dei prezzi interessano sia gli Alimentari non lavorati (in particolare la Frutta fresca, +6,8% su base mensile, +9,4% rispetto a maggio 2012) sia i Servizi relativi ai trasporti (+0,5% su base mensile, +3,3% su base annua). Le spinte al ribasso riguardano i Beni energetici (-1,7% su base mensile, -2,4% su base annua), trainati dai carburanti. Rispetto alla stima provvisoria, il calo è dovuto - spiega l'Istat - a un'ampiezza meno marcata delle spinte al rialzo e a un consolidamento di quelle al ribasso dei prezzi dei prodotti interessati da dinamiche congiunturali intense. A maggio l'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale all'1,3% (era +1,2% ad aprile). Al netto dei soli beni energetici, la crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo si porta all'1,5% (dall'1,3% del mese precedente). Rispetto a maggio 2012, il tasso di crescita dei prezzi dei beni scende allo 0,8% dallo 0,9% di aprile, mentre quello dei prezzi dei servizi sale all'1,7% (era +1,4% nel mese precedente). Pertanto, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si amplia di quattro decimi di punto percentuale rispetto ad aprile. I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza diminuiscono dello 0,1% su base mensile e crescono dell'1,5% su base annua, come ad aprile. A maggio 2013, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo non varia su base mensile e fa registrare un tasso di crescita tendenziale stazionario all'1,3%, confermando le stime preliminari.