Riforme, prima riunione dei 'saggi'. Letta: ''Opportunità da non sciupare''
Roma, 12 giu. (Adnkronos) - Gli esperti sulle riforme ''sono il meglio della tradizione giuridica del Paese e la qualità della Commissione è motivo di soddisfazione e ulteriore sprone per cogliere un'opportunità unica che non va assolutamente sciupata''. Lo ha detto il premier Enrico Letta aprendo i lavori della prima riunione della Commissione dei 'saggi' sulle riforme.
Letta ha quindi sottolineato ''la centralità del Parlamento'' nel lavoro sulle riforme, una centralità rappresentata dalla presenza alla riunione degli esperti, anche dei presidenti delle Commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato. Il premier ha evidenziato l'importanza del lavoro sulle riforme, un lavoro che Letta considera ''una riforma strutturale'' al pari di quelle sei riforme ''che ci chiedono dall'Europa. Noi vogliamo aggiungerne una settima che è appunto il percorso delle riforme costituzionali. Una riforma strutturale delle istituzioni perché possano decidere in modo corretto, efficace e rispettoso della volontà popolare con un'applicazione certa delle decisioni annunciate''.
Il presidente del Consiglio, dopo il suo intervento di apertura, ha lasciato la riunione spiegando che nel contesto dei lavori della Commissione il suo è un ruolo da ''mossiere'', figura storica del Palio di Siena. ''La Commissione lavorerà - ha spiegato Letta - in piena autonomia''.
''Il tempo che abbiamo a disposizione - ha detto da parte sua il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello - è limitato perché la relazione finale dovrà essere pronta per il 15 ottobre e poi trasmessa al Parlamento''. ''Dobbiamo farcela - ha aggiunto - come ha detto Napolitano, senza proroghe''. La Commissione di esperti sulle riforme non rappresenta ''l'ennesima inaugurazione'' ma ''la speranza di uscire dal tunnel più forti di come ci siamo entrati'' per riuscire a ''dotare il Paese di istituzioni forti ed efficienti''.
''Stavolta dobbiamo riuscirci - ha sottolineato Anna Finocchiaro, presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato -. Non c'è nessun piano B''. Quanto al contributo degli esperti, Finocchiaro aggiunge: ''Sarà fondamentale il loro contributo ma la scelta sarà politica''.
