Afghanistan, Mauro: ''Missione va avanti. L'attentatore di Farah è un 20enne''
Roma, 12 giu. (Adnkronos/Ign) - L'intendimento del governo è di ''proseguire la partecipazione alla missione Isaf in Afghanistan, concludendola secondo i termini stabiliti'', nel 2014. Lo ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro, nella sua informativa alla Camera sull'attentato che ha causato la morte del capitano Giuseppe La Rosa e nel quale sono rimasti feriti altri tre militari.
Il ministro ha ribadito che non è possibile accelerare il ritiro del nostro contingente, come ''da più parti si chiede''. Posta la necessità di procedere coerentemente con gli impegni assunti al cospetto della Comunità internazionale - ha spiegato - evidenzio due fattori ineludibili che rendono impossibile procedere diversamente da quanto descritto''.
In primo luogo, ha sottolineato Mauro, ''la necessità di non mettere a rischio la sicurezza dello stesso contingente, in una fase particolarmente delicata quale è sempre quella del ripiegamento, procedendo con il ritiro troppo accelerato delle componenti operative''. ''In secondo luogo - ha continuato - l'indisponibilità sia di sufficienti vie di comunicazione nelle regione, sia di vettori aerei, terrestri e navali per la concomitante richiesta da tutti i Paesi della Coalizione internazionale''.
Al termine della missione Isaf in Afghanistan, ha proseguito, ''è intendimento di proseguire il nostro impegno oltre il 2014 in termini di assistenza e addestramento alle forze afghane per consolidarne la piena ed efficace autonomia d'azione''. Nella nuova missione, 'Resolute Support', ''non sono previsti compiti di contrasto all'insorgenza, né di lotta al terrorismo e al narcotraffico''.
''L'Italia - ha sottolineato ancora - è, e intende rimanere un partner affidabile e credibile, nel quadro degli impegni condivisi in seno alla Comunità internazionale, rispetto agli imperativi di stabilità e sicurezza globale''.
Nel corso dell'informativa il ministro ha riferito che il presunto autore dell'attentato di sabato scorso a Farah e di quello di ieri, nella stessa area, che non ha provocato vittime italiane, è stato arrestato. Il giovane, di circa 20 anni, si chiama Walick Ahmad ed ha reso ''piena confessione assumendosi tutta la responsabilità'' dei due atti. ''I fatti dovranno essere accertati dalla magistratura''. La Procura di Roma farà ora istanza di rogatoria internazionale per ottenere dalle autorità afghane tutti gli atti raccolti e cercherà anche di ottenere l'estradizione dell'attentatore.
Il giovane, ''barba corta, vestito in abiti marroni, che stava parlando con un poliziotto dell'Afghan National Police, al lato della strada, nei pressi di un assembramento di persone - ha detto Mauro ricostruendo la dinamica dell'attacco in cui ha perso la vita il capitano La Rosa - è salito velocemente sul mezzo in testa al convoglio e ha lanciato attraverso la botola superiore un ordigno, dandosi poi alla fuga e confondendosi nella folla. La granata cadeva nella parte posteriore del veicolo occupata dal capitano La Rosa. L'ufficiale gridava tre volte 'granata' e valutata l'inutilità di evacuare il mezzo, si interponeva fra l'ordigno e i commilitoni per ridurre gli effetti dell'esplosione''.
''Giuseppe, come tutti i nostri militari era pienamente consapevole dell'importanza di partecipare alle nostre missioni internazionali, come quella in Afghanistan, che hanno finalità di pace e ricostruzione civile - ha evidenziato il ministro della Difesa - Giuseppe anche in questa occasione aveva voluto essere in prima fila, in difesa della democrazia e della libertà in quel tormentato Paese e si è comportato da eroe, sacrificando la propria vita per salvare quella dei suoi compagni''.
Due dei feriti, il maresciallo ordinario Dario Chiavello, che ha riportato "un trauma acustico con ipoacusia", e il maresciallo capo Giovanni Serio, "ferito da schegge agli arti inferiori", "saranno domani in Italia", mentre il capitano Michele Buccelli, che lamentava "escoriazioni al volto", "è già rientrato in servizio".
''Dai dati acquisiti fino ad ora emerge con tutta evidenza - ha rimarcato Mauro - che si è trattato di un vero e proprio atto terroristico, accuratamente preparato'', ''che si è completato con un'azione di vera e propria 'guerra psicologica', laddove è stata diffusa l'informazione che l'attentatore fosse un bambino di 11 anni, facendo percepire quasi un atto eroico e di partecipazione popolare''.
Il ministro ha espresso amarezza per ''l'Aula vuota'' durante l'informativa. ''Ringrazio di cuore i deputati che sono presenti e che potranno interloquire con il governo - sono state le sue parole - ma non posso non sottolineare l'amarezza profonda, a fronte di quello che è accaduto, nel vedere quest'Aula vuota''.
