Sfila il Roma Pride: ''Siamo 150mila. Con Marino polemica chiusa''
Roma, 15 giu. (Adnkronos/Ign) - "Siamo 150 mila, una folla che non si riesce a vedere". L'annuncio arriva mentre il corteo attraversa via dei Fori Imperiali, dall'autobus dell'organizzazione del Roma Pride 2013. Un numero che va ben oltre quei 40mila indicati dagli stessi organizzatori all'inizio del percorso. Si conclude dunque con un successo numerico la manifestazione per i diritti del popolo Lgbt che ha riempito, con il consueto colore, le strade del centro di Roma. E che ha archiviato le polemiche sulla mancata partecipazione del neo eletto sindaco di Roma, Ignazio Marino, che ai partecipanti ha inviato un messaggio: "Con il mio cuore, con il mio pensiero sono lì con voi, al Gay Pride della capitale d'Italia''.
'Dimostriamo che Roma è una città aperta' è lo slogan che apre il corteo, partito alle 16.30 da Piazza della Repubblica. Le drug queen sventolano cartelli con su scritto 'In Francia mi posso sposare, in Italia quando?'. La folla si muove dietro i tre sound system trasportati a bordo di due tir e di un autobus a due piani per arrivare, attraverso un percorso a 'U' lungo i Fori Imperiali in piazza Madonna di Loreto, proprio sotto le finestre del sindaco della Capitale.
Tra le forze politiche schierate con la piazza del Gay Pride Rifondazione comunista e Partito democratico, e alla manifestazione è arrivato il sostegno del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. La Destra utilizza polemicamente l'assenza di Marino: ''Preferisce stare con la propria famiglia invece di sfilare per promuovere unioni che non potranno mai essere equiparate a un nucleo familiare". Apertura alle norme per regolare le unioni civili dal Pdl, che con la senatrice Elisabetta Alberti Casellati, assicura: ''Il nostro Parlamento è pronto per l'approvazione di una legge che colmi l'odierno e ingiustificabile vuoto normativo sulle unioni civili''.
A gettare acqua sul fuoco delle polemiche innescate dalla mancata partecipazione di Marino era stato fin da questa mattina Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center. ''Con il sindaco Marino siamo certi che ci sarà modo e tempo di confrontarci. Le sue posizioni su questi temi sono note e siamo certi che ci sarà disponibilità a un confronto serio. Proprio per questo consegneremo anche a Luigi Nieri, che oggi rappresenta il sindaco di Roma al Pride, la piattaforma sottoscritta in campagna elettorale da Ignazio Marino''.
La conferma della pace fatta tra i promotori e il primo cittadino arriva poi da Andrea Maccarrone, presidente del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli e organizzatore, insieme alle altre realtà Lgbt, del Roma Pride. "La polemica con il sindaco di Roma, Ignazio Marino, è chiusa, adesso lavoriamo insieme a provvedimenti concreti", assicura, ma non fa mistero della "forte delusione" per la mancata presenza del sindaco alla kermesse, sottolineando che "un suo intervento, la sua presenza soprattutto, poteva servire a dare una svolta rispetto al recente passato". Non manca il richiamo concreto a quello che l'amministrazione comunale può fare per i diritti degli omosessuali, come ''il registro delle unioni civili, la cui proposta pende da tempo in consiglio comunale, interventi nella scuola, contrasto al bullismo, prevenzione e cura delle malattie sessualmente trasmesse".
"Roma Capitale è presente a questa bellissima manifestazione, come è giusto che sia. La polemica è finita, Roma diventerà la capitale dei diritti", assicura il delegato del sindaco di Roma Ignazio Marino, Luigi Nieri, che porta il messaggio del sindaco agli attivisti Lgbt. ''Ci sono state troppe aggressioni negli ultimi anni, troppe tragedie della solitudine. Noi vogliamo, e non da oggi, far diventare Roma la capitale dei diritti". Insieme a Nieri una delegazione del consiglio comunale formata da Enzo Foschi, Silvio Di Francia e Imma Battaglia.
''Odio e discriminazione non possono avere diritto di cittadinanza in questa che non è solo la Capitale dell'Italia ma è la culla della civiltà", scrive il sindaco nel messaggio al Pride. "Roma deve diventare la capitale dell'accoglienza e dell'uguaglianza in cui nessuno possa mai più sentirsi offeso, né marginalizzato, e dove la cultura del rispetto rappresenti un valore non negoziabile". ''Troppe volte negli ultimi anni la città di Roma è stata teatro di aggressioni omofobe e di altri gravissimi episodi di discriminazione: fenomeni inaccettabili che una comunità forte e unita deve saper respingere con decisione, a cominciare dalle sue istituzioni. Per questo - conclude Marino - voglio ribadire da sindaco il mio impegno affinché a Roma i diritti di tutti siano garantiti e sradicata ogni forma di intolleranza".
''Anche quest'anno il corteo del Pride attraversa le strade e le piazze di Roma con migliaia di persone che chiedono diritti e libertà per tutte e tutti. Una manifestazione che dobbiamo ascoltare perché oggi in Italia ci sono troppe persone che non vedono riconosciuta la loro piena cittadinanza. E questo non è più possibile'', scrive invece su Facebook il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
''Garantire a tutti l'esercizio dei propri diritti è fondamentale, perché rappresenta la base della democrazia. Come Regione - ricorda Zingaretti - ci siamo impegnati a garantire tutele, sostegno e servizi con un piano per i diritti delle persone lesbiche, gay e trans e contro l'omofobia e la transfobia''. ''Ora però è arrivato il tempo che il Parlamento dia una risposta definitiva alle richieste di parità e uguaglianza che arrivano da tante italiane e tanti italiani - dice - Una richiesta di democrazia e libertà che non si può continuare a ignorare. Le pacche sulle spalle non bastano, è tempo di trovare le soluzioni ai bisogni delle persone''.
