Roma, 18 giu. (Adnkronos/Ign) - Daniele Stefanini, il 29enne fotoreporter toscano ferito due giorni fa negli scontri di Istanbul, e fermato dalla polizia locale è stato rilasciato. Lo confermano fonti della Farnesina. In un post pubblicato su Facebook, Stefanini ha ringraziato tutte le persone che hanno permeso la sua liberazione (oltre ai compagni di piazza Taksim, "a loro va tutto il mio rispetto e la mia solidarietà") e poi ha cominciato a raccontare i fatti: tutti i fermati "domani incontreranno il Procuratore, ha pochissime prove, il capo di accusa è per tutti (circa 500 fermi in un giorno) uno, quello di resistenza a pubblico ufficiale e lancio di bottiglie, bastoni, pietre, biglie di vetro con la fionda, carote e bambole (poi mi devono spiegare come non si fa a non resistere a un pubblico ufficiale che ti prende ti sbatte al muro, ti pesta, ti mette i gomiti in bocca, ti schiaffeggia ti umilia... per loro il termine resistenza ha un accezione negativa). E' stato un vero e proprio rastrellamento" Stefanini ha poi pubblicato anche due rettifiche alle notizie di questi giorni: "Non sono stato ferito, ho preso si tante mazzate - scrive il fotoreporter - ma i feriti seri sono altri purtroppo. A breve posterò le foto. Vertebre schiacciate, nasi rotti, occhi tumefatti". "Non sono stato trovato in terra da chi sa chi e portato in qualche ospedale chi sa dove, ma come tutti i ragazzi fermati sono stato trasportato via in pullman fino alla stazione di polizia dove un po' per necessità un po' perché non volevo rifinire direttamente caldo caldo in un posto a me ignoto, ho recitato la parte del moribondo (tanto tale ero) e così mi ci hanno trasportato in macchina tre poliziotti. Basta così. Vedo che è stato detto anche troppo". "E' finita bene e in breve tempo", ha detto all'Adnkronos Alessia Stefanini sorella di Daniele. "Stiamo andanto a Roma, all'aeroporto di Fiumicino dove Daniele dovrebbe arrivare nel pomeriggio - ha aggiunto Alessia Stefanini - siamo veramente contenti che la vicenda si sia risolta in breve tempo e nel migliore dei modi. Dobbiamo ringraziare l'assistenza ricevuta dal Consolato italiano che ci è stato molto vicino". "E' stato Daniele stesso a chiamarci questa mattina presto per primo dandoci la notizia del suo rilascio - ha spiegato la sorella del fotoreporter - e poi ci ha chiamato il Consolato. E' finita. Daniele, prima di tornare a Roma al suo lavoro, starà qualche giorno con noi a Livorno e faremo festa. Grazie a tutti!". La sua città lo accoglierà con gioia. "Siamo soddisfatti e veramente contenti per il rilascio di Daniele - ha detto all'Adnkronos il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi - è un ragazzo tranquillo, lo conosco professionalmente e personalmente e spero di poterlo vedere presto a casa". Fermo il premier turco Recep Tayyip Erdogan nel difendere i sistemi della polizia. "Ho ascoltato i rappresentanti dei manifestanti - ha detto Erdogan - Hanno detto tutti che la polizia ha usato la forza e quando io ho chiesto che tipo di forza, mi hanno risposto che ha usato i gas urticanti. Questo è un diritto natuale della polizia, che continuerà a usarlo. Quando non fai quello che ti si dice di fare, la polizia usa la sua autorità". Il premier si è quindi detto certo che le forze di sicurezza hanno agito "con pazienza ed entro i confini della democrazia e della legge. Ha forse usato armi? - si è chiesto - No. La nostra polizia ha avuto un atteggiamento democratico contro la violenza sistematica e ha superato con successo un test di democrazia". Intanto, nelle prime ore di oggi le forze turche antiterrorismo hanno condotto una serie di arresti nelle abitazioni di persone coinvolte nella protesta di Gezi Park. Sirri Sureyya Onder, deputato del Chp, principale partito di opposizione, ha scritto su Twitter che gli arresti di questa mattina ammontano complessivamente a una settantina, tra i quali Alp Altinors, esponente del Partito socialista degli oppressi (Esp). I manifestanti, nella notte, hanno messo in atto un nuovo modo di protestare a Piazza Taksim. L'iniziativa è stata lanciata dal coreografo Erdem Gunduz, che è rimasto per cinque ore circa in piedi, con le mani in tasca e quasi immobile, fissando la statua di Ataturk, fondatore della Turchia moderna e laica, al centro della piazza. La sua singolare forma di protesta si è propagata rapidamente grazie al tam-tam di Twitter, dove sono stati lanciati gli hashtag #Duranadam e #Standingman (uomo in piedi, in turco e in inglese). Così, in breve tempo, Gunduz si è ritrovato circondato da centinaia di altri 'uomini in piedi', che fissavano con lui la statua di Ataturk. Molti di loro sono rimasti fuori dalla piazza, per evitare di creare una folla e spingere la polizia, che presidia il luogo simbolo delle prioteste, allo sgombero.